I leader mondiali che si incontreranno a Sharm el-Sheikh, Egitto, dal 6 al 18 novembre 2022, devono porre in essere azioni rapide per aiutare milioni di persone che rischiano fame e carestie.
Lasciano le loro realtà quotidiane per andare lontano, ad aiutare persone in grande difficoltà, spesso in posti pericolosi. Perché lo fanno? Qualche storia ce lo spiega, in omaggio alla Giornata Mondiale Umanitaria che si celebra, ogni anno, il 19 agosto.
In occasione della Giornata Internazionale dei Popoli Indigenii del Mondo, l'agronoma del WFP Deborah Suc parla con Simona Beltrami delle sue esperienze in Guatemala a fianco delle persone e dell'ambiente.
I mari sono al centro dei sistemi globali che rendono la terra abitabile. Non proteggere la biodiverità marina significa mettere a rischio la nostra salute, a cominiciare dal cibo che mangiamo e dall’ossigeno che respiriamo.
ll WFP lancia cinque appelli all’azione per far fronte agli attuali bisogni umanitari a livelli record, mentre i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito si preparano a riunirsi a Schloss Elmau, in Germania, per la riunione del G7. La risoluzione dei conflitti tra i primi punti nell'agenda dei lavori.
Uno studio di diverse agenzie evoca un cambiamento di direzione per un miglioramento in prevenzione, anticipazione e targeting. Per rispondere al meglio alle cause all'origine delle crisi alimentari.
Il WFP si prepara mentre oltre un milione di persone* attraversano i confini con i paesi confinanti come la Polonia
*cifra aggiornata al 3 marzo con dati UNHCR.