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Un anno di profondi cambiamenti

Grazie alla tempestività degli interventi, le comunità del nord del Senegal si sono salvate dalla crisi incombente. Ora, però, bisogna consolidare i risultati raggiunti.
, WFP Italia

"Nel Sahel le buone notizie non arrivano spesso", lo sa fin troppo bene Lena Savelli, Direttrice del WFP in Senegal.

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La regione del Sahel è afflitta da siccità ricorrenti che possono spingere le comunità verso l'nsicurezza alimentare. Foto WFP/Martin Dixon

Esattamente un anno fa si era recata nel nord del paese per vedere di persona come le poche e insufficienti piogge insieme ai cattivi raccolti stavano portando le comunità locali alla fame. Era l'inizio della "stagione di magra" — il periodo tra due raccolti, quando le scorte alimentari si esauriscono — e le persone stava già iniziando ad avvertire il pericolo: semplicemente, non c'era abbastanza cibo per tutti.

Un anno dopo, Savelli, può sorridere soddisfatta. Per la prima volta in sei anni, si prevede che nessuna regione del Senegal soffrirà la crisi durante la stagione di magra, nemmeno quelle del nord-est, dove la siccità ricorrente e la popolazione in espansione rendono notoriamente difficile garantire a tutti l'accesso a cibo nutriente per tutto l'anno.

"A Matam, l'anno scorso, ovunque si guardasse, tutto quello che si vedeva era sabbia", dice Savelli, ricordando la sua visita in uno dei dipartimenti più vulnerabili all'insicurezza alimentare del paese. "Se ripenso allo scorso anno, la differenza si vede a colpo d'occhio: dove prima c'era solo sabbia, ora ci sono zone verdi dove le famiglie coltivano cavoli, lattuga, rape, melanzane, cipolle, pomodori e patate, che significa un regime alimentare più sano e un reddito aggiuntivo".

Come è avvenuta questa trasformazione?

Non appena è apparso chiaro che la crisi era all'orizzonte, il WFP è intervenuto fornendo alle famiglie trasferimenti di denaro contante in modo che potessero acquistare cibo per superare la stagione di magra. Non si è trattato solo di calorie: le persone con bisogni speciali — le donne incinte, che allattano, e i bambini sotto i 5 anni — hanno ricevuto ulteriori alimenti nutritivi speciali.

"Ma non ci siamo limitati ad aiutare le persone a superare la crisi", osserva Savelli. "Siamo rimasti e abbiamo lavorato con le comunità locali per renderle più resilienti in preparazione della prossima siccità", aggiunge Savelli, spiegando che nel Sahel non si tratta del "se" quanto piuttosto di "quando" arriverà la siccità.

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Lavorare insieme per costruire la resilienza agli shock climatici ha migliorato le dinamiche comunitarie. Foto: WFP/Martin Dixon

Il WFP e le comunità hanno collaborato per identificare azioni concrete per resistere al prossimo shock climatico, come piantare foraggio per il bestiame per ridurre il rischio di potenziali conflitti tra pastori e agricoltori; combattere l'erosione del terreno migliorando la conservazione del suolo, dell'acqua e dell'agrosilvicoltura; creare orti sia come fonte di consumo domestico che come attività generatrice di reddito; introdurre stufe a basso consumo energetico per ridurre l'impatto su un ecosistema fragile ed per evitare che le famiglie debbano raccogliere legna da ardere.

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Donne preparano cibo per un pasto scolastico. Foto: WFP/Martin Dixon

Nel corso della messa in opera di queste attività, i membri della comunità hanno ricevuto sostegno dal WFP — non solo sotto forma di assistenza alimentare, ma anche attraverso corsi di formazione, la fornitura di sementi e fertilizzanti e attraverso un programma di alimentazione scolastica che aiutasse a mantenere i bambini a scuola. La maggior parte delle persone coinvolte erano donne. "In questa regione, quando il cibo scarseggia, le donne sono le prime a privarsene a vantaggio dei bambini e degli uomini della famiglia. A 12 anni, un quarto delle ragazze abbandona la scuola e a 18 anni più della metà di loro è già sposata", spiega Savelli. "Volevamo essere sicuri che il nostro intervento avesse un impatto positivo sulla vita delle donne e delle ragazze".

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Gli interventi del WFP danno la priorità alle donne, che sono spesso le prive a privarsi del cibo in caso di scarsità. Foto: WFP/Martin Dixon

L'approccio scelto si è rivelato efficace: i livelli di consumo alimentare tra le famiglie sono notevolmente migliorati; sono stati riabilitati 3.200 ettari di terreno agricolo per aumentare la produzione di cereali, foraggio, frutta e verdura a beneficio di 8.500 famiglie identificate attraverso il registro governativo di protezione sociale; le dinamiche comunitarie sono migliorate grazie all'impegno comune dei membri in progetti collettivi e c'è stato un aumento del 7% del numero di bambini che frequentano la scuola.

‘Ciò che abbiamo ottenuto a Matam attraverso questo approccio integrato di costruzione della resilienza dimostra che qualcosa che è iniziato come risposta emergenziale a una crisi imminente, può essere trasformato nelle basi della resilienza e dello sviluppo a lungo termine. "Non vuoi certo ritrovarti nella stessa situazione anno dopo anno", dice Savelli.

"Grazie all'impegno costante del governo senegalese e alla relativa stabilità del paese, siamo stati in grado di vedere i risultati rapidamente", aggiunge Savelli.

La pace e la stabilità creano un ambiente favorevole per potersi concentrare sulla sicurezza alimentare. Nelle zone del Sahel dell'Africa occidentale colpite da insicurezza e da conflitti, i progressi significativi fatti nella lotta contro la fame e la malnutrizione sono infatti a rischio.

"Le piogge sono state più abbondanti quest'anno, e se continuiamo cosi' e consolidiamo i risultati, la prossima siccità non si trasformerà in una crisi. Vogliamo che le buone notizie diventino la norma" conclude Savelli.

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Sapendo che i loro figli mangeranno a scuola, i genitori sono incoraggiati a mandarli regolarmente. A Matam, il tasso di frequenza scolastica è migliorato del 7%. Foto: WFP/Martin Dixon

L'approccio integrato di costruzione della resilienza nel Matam è stato reso possibile grazie ai contributi di BMZ, USAID, Francia, Canada e Lussemburgo.
Mentre la situazione della sicurezza alimentare in Senegal è migliorata rispetto al 2018, circa 340.000 persone dovranno ancora far fronte a carenze alimentari durante la stagione secca.
Il WFP ha bisogno di 3,3 milioni di dollari per coprire i bisogni delle persone più vulnerabili.

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Storia originale di Simona Beltrami