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Voli umanitari da Brindisi mentre in Libano aumentano le difficoltà nei soccorsi

Roma, 04-08-06 (comunicato stampa)

EMERGENZA LIBANO: I VOLI DA BRINDISI


Continua il ponte aereo dalla Base di Pronto Intervento Umanitario di Brindisi (UNHRD). Oggi, dalla città pugliese, è partito il primo di una serie di quattro voli diretto all’aeroporto internazionale di Beirut. Si tratta di un Hercules C130 messo a disposizione dal governo portoghese per portare aiuti urgenti alla popolazione libanese.

Dodici tonnellate di aiuti

Il primo dei quattro voli è partito questa mattina alle ore 9, ora locale, con un carico di 12 tonnellate di aiuti umanitari del Programma Alimentare Mondiale (PAM), l’agenzia delle Nazioni Unite che gestisce la Base di Brindisi e che, nella crisi libanese, ha assunto il coordinamento logistico delle operazioni. Si tratta di un carico di 10 tonnellate di biscotti ad alto contenuto energetico e di 2 tonnellate di attrezzature per il personale umanitario. In totale, i quattro voli trasporteranno 42 tonnellate di biscotti ad alto contenuto energetico, 4 tonnellate di medicine dell’OMS e altri aiuti urgenti.

Primo volo per Beirut

Per il PAM si tratta del primo volo umanitario, dallo scoppio del conflitto, che atterra all’aeroporto internazionale di Beirut. I precedenti voli del ponte aereo, (28 e 29 luglio) erano, infatti, giunti a Lattakia, in territorio siriano.

“Siamo molto grati al governo portoghese per il suo gesto tempestivo e generoso”, ha detto Ramiro Lopes da Silva, Direttore per la Logistica del PAM. La nostra operazione è in una fase particolarmente critica, le persone hanno sempre più bisogno della nostra assistenza. Ramiro Lopes da Silva, Direttore per la Logistica, PAM
“La nostra operazione è in una fase particolarmente critica, le persone hanno sempre più bisogno della nostra assistenza. I rifornimenti via aerea ci consentono di aiutare più velocemente quanti hanno davvero necessità”.

Nave cargo

L’attività della Base brindisina non si ferma al ponte aereo. Lunedì arriverà nel porto pugliese una nave cargo, noleggiata dal PAM, che verrà utilizzata tra Cipro e il Libano. Il cargo Anamcara, battente bandiera greca, è adatto a navigare anche in acque poco profonde e, proprio per queste sue caratteristiche, potrà attraccare in porti come quello di Tiro.

Ambulanze

Il cargo è previsto arrivare lunedì 7 agosto a Brindisi per caricare un primo stock di aiuti non solo del PAM ma anche di Organizzazioni non governative come World Vision International. Tra gli aiuti ci saranno anche due ambulanze, dono del Papa alla Caritas Internazionale del Libano.

Proprio da Brindisi era salpata il il 19 luglio la nave della marina militare italiana San Giorgio che, grazie alla Cooperazione allo sviluppo del Ministero per gli affari esteri, aveva portato a Beirut un primo carico di biscotti ad alto contenuto energetico del PAM .

LIBANO: DIFFICOLTA’ CRESCENTI PER LE OPERAZIONI DEL
PAM

Autostrada interrotta

Nella notte i bombadamenti hanno interrotto in almeno tre punti l’autostrada che collega, al nord, Beirut con il confine siriano e distrutto ponti di collegamento importanti. Questo potrebbe creare problemi nei movimenti tra il Libano e il resto del mondo. Il PAM è estremamente preoccupato della distruzione di quella che è stata la principale via di rifornimento. Questo potrebbe ridurre enormemente la capacità dell’agenzia ONU di portare beni essenziali e personale di emergenza dal punto di stoccaggio ad Arida (Siria) attraverso il confine siriano e il nord.

Cancellati i convogli per Tiro e Rashidiyeh

Il tempo stringe e ogni ritardo nella consegna degli aiuti urgenti è una battuta d’arresto nel lavoro umanitario. Oggi sono stati cancellati i convogli che dalla Siria avrebbero dovuto portare generi di prima necessità e nuovo personale per le emergenze. Questa mattina il PAM aveva previsto l’invio di un proprio team per fare una rapida verifica dei danni alle strade, lungo il corridoio umanitario, per poter affettuare delle riparazioni e trovare possibili strade alternative. Ma ciò non è stato possibile per la mancanza delle necessarie “prese d’atto” nonostante un iniziale assenso poi revocato. Il PAM sta verificando la percorribilità delle strade interne.

La difficoltà di utilizzare le strade rende ancora più importante il ponte aereo e i voli che da Brindisi sono inziati a partire oggi per Beirut. Essi hanno avuto le necessarie autorizzazioni da entrambe le parti in conflitto.

I due convogli per Tiro e Rashidiyeh, al sud, non hanno potuto lasciare Beirut a causa dei pesanti bombardamenti nella zona sud della capitale che hanno bloccato nelle proprie abitazioni molti autisti dei camion e dei veicoli con le scorte.

E’ invece partito da Beirut senza problemi un terzo convoglio, già previsto per oggi, per Jezzine con aiuti da UNDP, UNICEF, UNHCR e PAM (farina, carne in scatola e olio vegetale del PAM, acqua, medicine e kit sanitari di UNICEF, UNHCR e UNDP).

Morris visita i rifugiati in Siria

Sempre oggi, in Siria, la Principessa Haya Bint Al Hussein e il Direttore Esecutivo del PAM, James T. Morris, si sono recati in visita ai campi profughi libanesi, nei pressi del confine siriano. Il PAM sta distribuendo aiuti alimentari ad almeno 7.000 libanesi fuggiti in Siria (leggi comunicato in inglese
).

Sino ad oggi il PAM ha organizzato nove convogli umanitari da Beirut per il sud (10 se si considera anche quello di oggi per Jezzine) toccando le seguenti località: Tiro, Jezzine, Sidone, Cana e Tebnin.

Finora consegnate 280 tonnellate di aiuti

Sino ad oggi il PAM ha consegnato 280 tonnellate di aiuti alimentari sufficienti a sfamare 80.000 persone per una settimana. Oltre a consegnare il proprio cibo, il PAM ha portato cibo e altri generi di prima necessità per conto di OMS, UNDP, UNICEF, UNHCR, UNRWA e numerose Ong. I convogli hanno trovato molti ostacoli a causa di problemi logistici e di sicurezza, inclusi i danni alle strade che hanno obbligato a giri tortuosi lungo strade secondarie con anche numerosi problemi tecnici.

Il cibo consegnato nel sud del Libano è sufficiente a sfamare 80.000 persone per una settimana. Tuttavia, decine di migliaia di persone sono ancora intrappolate nella regione senza alcuna via di assistenza dall’esterno, mentre tutto attorno si combatte. Hanno bisogno urgente di cibo, acqua potabile, medicine, carburante e un riparo.