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Una marcia mondiale, passo fondamentale contro la fame dei bambini

Roma, 22-05-06 (comunicato stampa) - Domenica 21 maggio, oltre 760.000 persone in 118 paesi e in 420 località, attraverso i 24 fusi orari, hanno partecipato a Fight Hunger:Walk the World inviando un messaggio di grande impatto mondiale: la fame infantile non deve esistere e i cittadini, unendosi, possono fare molto per combatterla.

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM), i suoi partners, i leaders politici, gli artisti, i campioni sportivi come pure le famiglie sfollate a causa della guerra e oltre 100.000 studenti nella sola Africa Sub-Sahariana, si sono uniti nella lotta contro la fame infantile.

Da Auckland, in Nuova Zelanda, alle isole Samoa, nel Pacifico, la gente si è unita per dire che è inaccettabile che 18.000 bambini muoiano di fame ogni giorno in un pianeta che produce abbastanza cibo per sfamare tutti.

Grandi capitali, comunità rurali, paesaggi di ogni tipo hanno fatto da sfondo a una grande varietà di eventi. In Uganda del Nord, in una giornata calda e soleggiata, oltre 100.000 sfollati, che vivono nei campi, hanno partecipato alla marcia. Anche se la pioggia poteva causare qualche problema a Londra, così non è stato e i partecipanti si sono incontrati, guidati dall’Ambasciatrice di Buona Volontà del PAM, Principessa Haya, del Dubai.

A La Paz, capitale della Bolivia, due fratelli si sono ritrovati dopo una separazione di sei anni. Entrambi erano stati inseriti in due diversi programmi di alimentazione scolastica del PAM. I partecipanti, in Lesotho, hanno percorso 11 km nella zona di Maseru con la regina onoraria MaSenate Mohato Bereng Seeiso. La presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, ha guidato una folla di 30.000 persone che ha attraversato le vie di Monrovia sino allo stadio cittadino.

In Indonesia, un campione mondiale di nuoto ha realizzato un nuovo record mondiale dedicato a Walk the World attraversando gli stretti perigliosi di Bali mentre altri sostenitori di Walk the World piantavano la bandiera della marcia sulle sommità del Monte Everest e del Kilimangiaro. La richiesta di mettere fine alla fame dei bambini si è sentita nella Piazza Rossa di Mosca, lungo la Grande Muraglia cinese e nei centri storici di Budapest e Praga come pure nelle città di Amman e del Cairo e in centinaia di altre località ai quattro angoli del pianeta.

“Anche se volessimo ignorare la fame dei bambini, essa rimane una realtà quotidiana che colpisce milioni di piccoli, spesso invisibile. Vogliamo porre questo problema, in parte nascosto, all’attenzione mondiale chiedendo ai cittadini e ai governi di agire”, ha detto Arlene Mitchell, Direttore del PAM per Walk the World. “Non c’è alcuna scusa per accettare che ci siano bambini cronicamente affamati nel ventunesimo secolo. La comunità mondiale deve fare ancora molto per migliorare la vita dei più piccoli. Fight Hunger: Walk the World è un passo in questa direzione”.

In Italia, Walk the World si è svolta in 10 città: Trento, Monza, Torino, Bologna (il 14 maggio), Firenze, Roma, Brindisi, Catania, Pisa e Livorno. In tutto, oltre 25.000 persone hanno partecipato dalle diverse località italiane che hanno aderito, quest’anno, alla marcia. A Roma, mentre la marcia era in pieno svolgimento, il Papa, da San Pietro, ha citato Walk the World esprimendo la propria vicinanza alla manifestazione mondiale contro la fame nel mondo.

A Torino, la marcia è stata abbinata alla locale manifestazione podistica “Stratorino”, a Trento è stata l’occasione per una passeggiata fra le montagne in ricordo di Aldo Capitini, a Monza una vera pista di atletica è stata montata intorno al monumento storico dell’Arengario mentre a Firenze i partecipanti si sono ritrovati in piazza della Signoria per attraversare la città fino alla stazione Lopolda, dove i bambini delle scuole hanno messo in scena spettacoli preparati durante l’anno scolastico.

A Catania la marcia ha preso il via dalla Cattedrale per raggiungere la Villa Bellini, con musiche, estrazioni a premi e offerta di prodotti locali. A Brindisi, la marcia è stata organizzata dalla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite e la grande partecipazione delle scuole. A Pisa e Livorno, invece, la marcia è stata organizzata spontaneamente da associazioni locali e scuole. Tutti i fondi raccolti da Walk the World in Italia andranno a finanziare i progetti di alimentazione scolastica del PAM in diversi paesi africani, dal Gambia al Burundi.

Proprio da Roma, Walk the World era stata annunciata al mondo venerdì 19 maggio, nella suggestiva cornice del Tempio di Venere. A tenere a battesimo l’edizione 2006 della grande marcia lungo i 24 fusi orari c’erano anche due testimonial d’eccezione: le Cirque du Soleil e l’attrice Maria Grazia Cucinotta che, nell’occasione, è stata nominata Ambasciatrice contro la Fame del PAM.

Senza l’azione dei cittadini, la situazione non cambierà. Ma se essi agiranno, il mondo potrà cancellare l’inutile sofferenza dei bambiniArlene Mitchell, Direttore del PAM per Walk the World
“Questo evento, avviato tre anni fa da TNT, azienda mondiale di logistica e spedizioni postali, vuole coinvolgere i cittadini di tutto il mondo per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio: dimezzare la proporzione del numero degli affamati entro il 2015”, ha detto Mitchell. “Senza l’azione dei cittadini, la situazione non cambierà. Ma se essi agiranno, il mondo potrà cancellare l’inutile sofferenza dei bambini”.

Il denaro raccolto con la marcia (che si sta calcolando in queste ore) finanzierà due attività di successo nella lotta per ridurre la fame infantile. Si tratta di progetti che aiutano le donne incinte e che allattano e i bambini piccoli e di progetti di alimentazione scolastica che forniscono cibo agli studenti nei paesi in via di sviluppo.

Lo scorso anno, il PAM ha fornito pasti a scuola a 21,7 milioni di bambini in 74 paesi. Questo programma intende assistere 50 milioni di scolari entro il 2008. Troppo spesso gli studenti, in particolare le ragazze, sono deprivati del diritto allo studio perchè le loro famiglie non si possono permettere di mandarli a scuola. Eppure l’educazione delle ragazze è uno dei modi migliori per distruggere, in maniera permanente, il circolo vizioso di povertà, analfabetismo, scarse cure sanitarie e fame.