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Il Direttore Esecutivo del WFP Josette Sheeran sulle inondazioni nello Sri Lanka

Per la seconda volta in meno di un mese, forti piogge hanno costretto decine di migliaia di persone nello Sri Lanka ad abbandonare le proprie case, fuggendo dalle zone disastrate mentre il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) si è subito attivato per fornire un’assistenza alimentare vitale a 500.000 persone.

Le inondazioni di gennaio avevano già causato ingenti danni alle coltivazioni di riso, l’alimento base nello Sri Lanka. Danni si sono registrati anche nei macchinari per la trasformazione dei prodotti alimentari.

In una situazione di generale volatilità dei prezzi alimentari,  una simile disorganizzazione della produzione alimentare di base, nei paesi in via di sviluppo, non può che allarmare. Tutti noi sappiamo come qualsiasi aumento di prezzo abbia un impatto ancora maggiore tra i più poveri che destinano sino all’80 per cento del loro reddito all’acquisto di cibo.

Il prezzo del riso, sui mercati mondiali, non ha ancora raggiunto i livelli allarmanti registrati, negli ultimi mesi, da grano e mais. Tuttavia, le inondazioni nello Sri Lanka ci ricordano quanto eventi climatici improvvisi  possano rapidamente compromettere gli sforzi delle famiglie, delle comunità e delle nazioni di raggiungere la sicurezza alimentare.

Il WFP sta pianificando un’assistenza alimentare di più lungo periodo per far fronte al deficit alimentare  che numerose famiglie dovranno affrontare nelle prossime settimane  e mesi  in modo che possano riprendersi da questo shock climatico e ricostruire i mezzi per vivere.