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Allarme FAO/WFP: livello "impressionante" di fame acuta nella Repubblica Democratica del Congo

misurazione del braccio di una bambina
Misurazione della circonferenza del braccio per valutare l'eventuale stato di denutrizione. WFP/FredrikLerneryd
Situazione della fame critica per oltre 27 milioni di congolesi, una persona su tre.

KINSHASA/ROMA – La sicurezza alimentare nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) rimane molto critica, con il livello mai raggiunto prima di una persona su tre che soffre di fame acuta. È l’allarme lanciato oggi da due agenzie delle Nazioni Unite, l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e il World Food Programme (WFP).

Si stima che il numero di persone colpite da alti livelli di insicurezza alimentare acuta sia di 27,3 milioni di persone, una su tre, incluse circa sette milioni di persone a livelli di emergenza di fame acuta (IPC4) secondo l’ultima analisi della Classificazione Integrata delle Fasi (Integrated Phase Classification, IPC).

Il paese dell’Africa centrale è, nel mondo, quello con il maggior numero di persone che hanno urgente bisogno di assistenza alimentare.

“Per la prima volta abbiamo potuto effettuare analisi sulla grande maggioranza della popolazione, questo ci ha aiutato ad avvicinarci al quadro reale dell’impressionante entità dell’insicurezza alimentare nella RDC”, ha detto Peter Musoko, rappresentante WFP nel paese africano. “Questo paese dovrebbe riuscire a sfamare la propria popolazione e ad esportare il surplus. Non si possono avere bambini che vanno a letto a stomaco vuoto e famiglie che saltano pasti per l’intera giornata”.

Il confitto rimane la principale causa della fame, con vaste zone nelle province orientali, colpite dal conflitto, di Ituri, Nord e Sud Kivu e Tanganyika, così come la regione centrale del Kasai, scena del conflitto più recente e quella maggiormente colpita. Altri fattori che contribuiscono a questa crisi sono il crollo dell’economia della RDC e l’impatto socio-economico del Covid-19.

“I conflitti ricorrenti nell’est della Repubblica Democratica del Congo e le conseguenti sofferenze rimangono una forte preoccupazione. La stabilità sociale e politica è essenziale per rafforzare la sicurezza alimentare e potenziare la resilienza delle popolazioni vulnerabili. Bisogna concentrarsi con urgenza sul coltivare il cibo dove ce n’è più bisogno, e sul mantenimento in vita degli animali che forniscono il sostentamento delle persone. La principale stagione agricola è alle porte e non c’è tempo da perdere”, ha detto Aristide Ongone Obame, Rappresentante FAO nella RDC.

Dietro i numeri ci sono le storie di genitori privati dell’accesso alle loro terre, o costretti a fuggire per salvarsi la vita, mentre devono vedere i propri bambini ammalarsi per mancanza di cibo. Lo staff del WFP ha incontrato famiglie che sono ritornate nei loro villaggi per trovare la propria casa bruciata e i raccolti completamente saccheggiati. Alcune famiglie sono sopravvissute mangiando solo “taro”, una radice selvatica, o foglie di cassava bollite.

Le popolazioni maggiormente colpite sono soprattutto gli sfollati, i rifugiati, chi ritorna ai propri villaggi, le famiglie ospitanti e quelle colpite da disastri naturali (alluvioni, frane, incendi) come anche famiglie con donne come capofamiglia. A questi gruppi si aggiungono anche le popolazioni più povere nei centri urbani e semi-urbani e chi vive in determinate aree con basso potere d’acquisto e basso accesso al cibo attraverso i mercati.

La FAO e il WFP chiedono interventi urgenti per potenziare il sostegno alla popolazione congolese nelle aree di crisi.

La FAO lavora per aumentare l’accesso delle famiglie agli strumenti e alle sementi, fornendo bestiame di qualità che è molto importante per migliorare la nutrizione, sostenendo i processi alimentari e la conservazione degli alimenti e aiutando i piccoli agricoltori a combattere le malattie degli animali e delle piante. Quest’anno, la FAO prevede di fornire assistenza salvavita con mezzi di sussistenza a 1,1 milioni di persone nelle aree con una alti livelli di insicurezza alimentare acuta.

Nell’ambito del suo lavoro di prevenzione delle carestie, il WFP sta fornendo cibo salvavita a 8,7 milioni di persone nella RDC. Inoltre, il WFP ha bisogno di poter continuare le sue attività nella prevenzione e cura della malnutrizione, di cui soffrono 3,3 milioni di bambini congolesi. La malnutrizione nella prima infanzia ha conseguenze per il resto della vita di questi bambini, compromettendo la possibilità di realizzare il proprio pieno potenziale e di contribuire allo sviluppo delle loro comunità.

Per soluzioni a lungo termine, la FAO e il WFP stanno investendo in progetti di costruzione della resilienza che sostengano l’agricoltura delle comunità nel migliorare i raccolti, nel ridurre le perdite e nel incentivare l’accesso ai mercati. Questi progetti aiutano le comunità a costruire le proprie vite e a creare percorsi di pace.

 

Nota per i giornalisti:

L’IPC è un'iniziativa globale multi-partner, che facilita un miglioramento dei processi decisionali attraverso la fornitura di analisi su base consensuale dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione.

Il termine “alti livelli di insicurezza alimentare acuta” (o fame acuta) si riferisce a popolazioni che si trovano al livello IPC 3 o superiore.

Popolazioni classificate nel livello IPC 3 (crisi) e IPC4 (emergenza) hanno bisogno di azioni urgenti che salvino vite, riducano le mancanze nel consumo di cibo e proteggano i mezzi di sussistenza. Al livello 3, le famiglie possono ricorrere a cibi meno preferiti o meno nutrienti o possono saltare i pasti o vendere beni produttivi per riuscire ad avere cibo sulla tavola; al livello 4, possono invece ricorrere a strategie ancora più estreme come vendere l’ultimo capo di bestiame che forniva loro un sostentamento o elemosinare.

 

Qui foto ad alta risoluzione. Qui il Rapporto annuale 2020 del WFP sulla Repubblica Democratica del Congo.

 

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Congo

Contatto

WFP 

Helen Vesperini, WFP/Kinshasa. Tel +243 814082144; helen.vesperini@wfp.org

Shelley Thakral, WFP/ Johannesburg. Tel +27 829081417; shelley.thakral@wfp.org

Isheeta Sumra, WFP/Roma. Tel +39 3471814398; isheeta.sumra@wfp.org

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Tel. (+39) 06 570 52537; adel.sarkozi@fao.org

Hyacine Kacou-Amondji, FAO/Kinshasa
Tel (+243) 82 4158253; hyacine.kacouamondji@fao.org  

Zoie Jones, FAO Ufficio regionale per l’Africa
Tel. (+39) 331 431 0003; zoie.jones@fao.org