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Accordo tra PAM e Protezione Civile italiana: una Task Force contro i disastri umanitari e ambientali

Roma, 05-04-07 (comunicato stampa) - Da oggi il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) ha uno strumento in più per prevenire e monitorare le grandi catastrofi umanitarie e intervenire nei disastri naturali.

E’ stato, infatti, firmato a Roma, questa mattina, l’accordo che getta le basi di una nuova collaborazione tra il PAM e il Dipartimento della Protezione Civile per sviluppare insieme metodologie e strumenti di intervento nelle emergenze ambientali, la cui frequenza e intensità stanno aumentando in tutto il mondo. Ad essere più colpite sono le popolazioni dei paesi in via di sviluppo che subiscono i maggiori danni ambientali e registrano il più alto numero di morti e sfollati.

Spesso, però, i governi e la comunità umanitaria non sono in grado di reperire informazioni dettagliate sulla popolazione colpita se non dopo giorni, talvolta settimane, dal verificarsi della calamità, rallentando o rendendo meno efficaci i primi soccorsi.

Scopo dell’accordo di cooperazione tra il PAM e la Protezione Civile è sviluppare un insieme di strumenti di “pronta allerta” e di valutazione quantitativa dei danni alle persone e alle infrastrutture nonchè delle implicazioni che tali danni possono avere per le operazioni di soccorso. La cooperazione tra le due istituzioni non sarà però limitata ai momenti di crisi ma si estenderà anche allo scambio continuo di informazioni e dati in possesso delle due istituzioni.

Le grandi competenze tecniche della Protezione Civile italiana e la collaborazione che si potrà stabilire con essa nei paesi di intervento sono strumenti importanti per il nostro lavoroJean-Jacques Graisse, Direttore Esecutivo Aggiunto del PAM

Nel firmare l’accordo, Jean Jacques Graisse, Direttore Esecutivo Aggiunto del PAM, ha sottolineato come questa intesa consolidi la già fruttuosa cooperazione con il governo italiano: “Vogliamo rafforzare la nostra capacità di analisi e raccolta dati in modo da anticipare e meglio intervenire nelle crisi. Le grandi competenze tecniche della Protezione Civile italiana e la collaborazione che si potrà stabilire con essa nei paesi di intervento sono strumenti importanti per il nostro lavoro”.

Guido Bertolaso, a capo della Protezione Civile dal 2001 – struttura intervenuta con successo in alcune delle più acute crisi umanitarie come quelle in Mozambico, Angola, Sudan, sino allo tsumani nel Sud-Est Asiatico e al terremoto a Bam, in Iran – ha, da parte sua, evidenziato come "l’incontro tra queste due realtà operative possa rappresentare un modello di forte impatto per le risposte di emergenza”.

La Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD), gestita a Brindisi dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, per conto di numerosi soggetti, già ora rappresenta – ha ricordato John Aylieff, a capo del settore early warning ed emergenze del PAM, un esempio riuscito di cooperazione con l’Italia.

Nello specifico, l’accordo firmato questa mattina prevede lo scambio di personale tra le due istituzioni, lo sviluppo di strumenti di early warning oltre alla creazione di un archivio digitale geospaziale anche in collegamento con il nuovo Centro ITHACA (Center for Information Technology for Humanitarian Assistance, Cooperation and Action) istituito presso il Politecnico di Torino, in collaborazione con il PAM.

Sono previsti anche interventi per rafforzare le reciproche capacità logistiche nei teatri di intervento umanitario e, in prospettiva, la partecipazione a comuni progetti di risposta alle emergenze non solo nei paesi in via di sviluppo ma anche in ambito italiano ed europeo.