Dieci anni di conflitto nel Darfur mentre continua l'ondata di sfollati

Pubblicato il 23 luglio 2013
KHARTOUM – Le nuove violenze in Sudan, nella regione occidentale del Darfur, registrate negli ultimi mesi, hanno spinto oltre 250.000 persone ad abbandonare i propri villaggi ed averi, ha dichiarato oggi il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).

Il conflitto decennale ha recentemente subito un’accelerazione, a causa di conflitti interni tribali per l’accaparramento di terre coltivabili e risorse, creando la più grande ondata di popolazione sfollata negli ultimi anni e mettendo a dura prova la capacità del WFP di raggiungere le famiglie vulnerabili.

“Siamo molto preoccupati per come si sta evolvendo la situazione che minaccia la fragile sicurezza alimentare in questa regione”, ha affermato il Direttore del WFP in Sudan, Adnan Khan. “Questa è la stagione in cui le persone dovrebbero dedicarsi a seminare o a lavorare nelle fattorie , invece fuggono dai loro villaggi ed un numero significativo di essi è addirittura dovuto fuggire nei campi  rifugiati del vicino Ciad”.

La natura del conflitto si è evoluta ed è diventata più complessa, a causa del coinvolgimento di un numero maggiore di gruppi in quasi tutte le aree del Darfur. In aggiunta ai 250.000 sfollati all’interno del Sudan, secondo l’UNHCR circa 30.000 sudanesi hanno attraversato il confine con il Ciad negli ultimi mesi. Fino ad ora circa 16.000 persone si sono stabilite nel paese vicino e stanno ricevendo assistenza nel nuovo campo profughi di Abgadam nella zona di Tissi, in aggiunta ai 300.000 rifugiati del Darfur che sono in Ciad da diversi anni.

Nelle altre aree del paese, nelle regioni colpite dai conflitti del Blue Nile e del Sud Kordofan, confinanti con la Repubblica del Sud Sudan, vi sono stati oltre 100.000 sfollati a causa di una ripresa delle violenze. Il WFP sta rispondendo a questa situazione, fornendo assistenza alimentare nelle aree a cui ha accesso.

In Sudan, la maggior parte delle operazioni del WFP si svolgono in Darfur, dove l’agenzia per l’assistenza alimentare delle Nazioni Unite, all’inizio dell’anno, aveva previsto di raggiungere 2,7 milioni di persone, inclusi 1,4 milioni di persone che vivono nei campi. A causa dei recenti movimenti di popolazione, il numero totale delle persone che riceveranno assistenza nel Darfur salirà a oltre  2,9 milioni di persone.

“Questo conflitto sta andando avanti da un decennio e l’escalation a cui abbiamo assistito in questa prima metà dell’anno ha creato non solo maggiori necessità ma ha anche reso più  difficile il nostro compito di assistere tutti coloro che ne hanno bisogno a causa dell’insicurezza. Il prolungarsi di questa situazione potrebbe mettere a rischio i nostri programmi per garantire la sicurezza alimentare nel lungo periodo e costruire la resilienza delle comunità” ha dichiarato Khan.

Il WFP ha raccolto, finora, solo 180 milioni di dollari del suo bilancio operativo, che è pari a 397 milioni di dollari, necessari a sfamare 3,9 milioni di persone colpite dal conflitto in Sudan. Nonostante un buon raccolto nel 2012, la sicurezza alimentare rimane fragile ed è minacciata da una combinazione di fattori quali il conflitto, l’insicurezza e alti prezzi degli alimenti.