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Rispondere alle emergenze, di qualunque natura o in qualunque parte del mondo, è il lavoro quotidiano del World Food Programme.

La pandemia di Coronavirus (COVID-19) sta avendo effetti inimmaginabili sul mondo, con un alto prezzo pagato in termini di vite umane e di attività economiche. La sua rapida diffusione planetaria minaccia di colpire milioni di persone già vulnerabili a causa dell'insicurezza alimentare, della malnutrizione, degli effetti dei conflitti e di altri disastri. 

Al fine di minimizzare l'impatto della pandemia sui 138 milioni di persone che il WFP prevede di assistere nel 2020, si stanno adattando piani e programmi per assicurare che queste persone continuino a ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno. 

Il Covid-19 ha causato interruzioni nei sistemi di trasporto e nei collegamenti a livello globale su cui normalmente contano gli operatori umanitari per raggiungere le zone di crisi. Il WFP, grazie alla sua lunga ed ampia esperienza nella risposta alle emergenze, nella logistica e negli approvvigionamenti, sta lavorando a stretto contatto con l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), il sistema ONU, le Organizzazioni non governative e i governi per fornire servizi laddove i sistemi commerciali al momento sono interrotti, assicurando così gli spostamenti sia del personale che dei carichi umanitari vitali nelle aree dove sono più necessari.

Il WFP sta, inoltre, offrendo le sue competenze nelle aree di raccolta e analisi dei dati, di policy e advocacy, della fornitura di servizi ai governi affinché possano mettere in atto strategie che affrontino le conseguenze di medio termine della pandemia. Ciò significa lavorare con i governi per: rafforzare ed espandere i programmi di protezione sociale che facciano fronte alla povertà, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione; sostenere la produzione, il commercio, la distribuzione e il consumo di cibo; supportare i sistemi sanitari nazionali attraverso un miglioramento delle catene di rifornimento, raccolta dati e servizi nutrizionali mirati ai più vulnerabili; fornire alternative all’alimentazione scolastica laddove le attività educative sono sospese in seguito alla pandemia.