Uno spirito indomito: HIV e fame in Zimbabwe

Pubblicato il 01 dicembre 2016

Sipiwe è una piccola agricoltrice in Zimbabwe che riceve la terapia per il trattamento dell'HIV. Grazie al cibo e all'assistenza del WFP, la salute di Sipiwe è migliorata e gli effetti della terapia sono maggiori. Copyright: WFP/Fiona Guy

1 dicembre: Giornata Mondiale contro l'AIDS. Questa è la storia di Sipiwe, per capire quanto una buona nutrizione è cruciale per chi vive con l'HIV. 

Dalla sua casa, in un villaggio vicino a Bulawayo, la seconda città più grande dello Zimbabwe, Sipiwe Moyo, una piccola agricoltrice, ci mette cinque ore per raggiungere l'ospedale dove riceve la terapia per il trattemento del virus HIV. Il marito di Sipiwe è morto di AIDS, lasciandola sola con un figlio.

"A causa del mio stato di salute, devo prendere delle medicine e mangiare due volte al giorno. Soffro di giramenti di testa ed è meglio se ho qualcosa nello stomaco", spiega Sipiwe. "Quest'anno, però, non ho niente [nel raccolto]. Abbiamo provato tre volte a seminare, ma non c'è stata pioggia".

In Zimbabwe, molti tra i distretti più duramente colpiti dalla siccità causata da El Niño sono anche quelli con i più alti tassi di HIV nel paese. Si stima che 196.000 persone, inclusi i bambini, vivano con l'HIV nei 15 distretti più colpiti dalla siccità e la vulnerabilità di molte persone che vivono con l'HIV è aumentata a seguito di una serie consecutiva di brutti raccolti. 

In tutta l'Africa Australe, gli impatti della siccità rappresentano una seria sfida al target di porre fine all'AIDS entro il 2030, come delineato nel terzo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile. Le persone che vivono con l'HIV sono particolarmente vulnerabili all'insicurezza alimentare e alla malnutrizione, e c'è una correlazione diretta tra l'insicurezza alimentare e l'assiduità, il mantenimento e il successo della terapia. 

"Negli ultimi mesi, abbiamo visto un aumento dei tassi di malnutrizione in varie parti del paese dovuto alla siccità causata da El Niño", ha detto Niels Balzer, Capo della Programmazione del WFP in Zimbabwe. "Questo ha anche avuto un impatto sulle persone che vivono con l'HIV/AIDS poiché non saranno in grado di accedere a sufficienti alimenti ed elementi nutritivi di cui hanno bisogno per garantire il pieno effetto delle medicine che assumono". 

L'insicurezza alimentare può anche costringere le persone a mettere in atto delle strategie di adattamento non sostenibili o deleterie, come sesso a pagamento che può innescare nuove infezioni HIV. Uno studio del 2014 in 18 paesi dell'Africa sub-sahariana colpiti da El Niño, inclusi Lesotho, Malawi, Mozambico, Swaziland, Zambia e Zimbabwe, ha riscontrato che i tassi di infezione nelle aree rurali con presenza di HIV sono aumentati dell'11 per cento ad ogni recente siccità. 

Il WFP, per aiutare le comunità vulnerabili come quella di Sipiwe ad affrontare sia la siccità che l'HIV, fornisce alle famiglie che vivono nell'insicurezza alimentare sia cibo che contante, oltre al sostegno nutrizionale fnanziato da USAID per la prevenzione della malnutrizione acuta moderata nei bambini al di sotto dei cinque anni. Il contante dà la possibilità alle famiglie di comprare una varietà di cibi freschi, aiutando allo stesso tempo l'economia locale. Quando alimenti come il mais bianco non sono disponibili sul mercato, il WFP fornisce cibo.

"Questo è il primo anno che ricevo assistenza dal WFP", racconta Sipiwe. "All'ospedale mi dicono che ho un aspetto molto migliore ora, una volta ero così magra. Ora divento ogni giorno più forte".

Guarda la storia di Sipiwe: https://www.youtube.com/watch?v=bfxZvIT0Hp0&feature=youtu.be