Pace e sicurezza alimentare in Palestina

Pubblicato il 11 luglio 2013

Nel corso della sua visita in Palestina, il Direttore Esecutivo del WFP, Ertharin Cousin, ha incontrato delle donne beduine che faticano a mantenere il loro stile di vita tradizionale. Copyright: WFP/Quique Kierszenbaum

Il Direttore Esecutivo del WFP Ertharin Cousin ha recentemente visitato la Palestina dove ha incontrato famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa degli alti prezzi del cibo e i bassi salari. Il WFP le aiuta a soddisfare i propri bisogni alimentari anche se il loro principale desiderio è poter provvedere autonomamente a se stessi. Ecco il suo racconto.

Gerusalemme – Oggi ho fatto visita ad alcuni programmi del WFP in Palestina. Un terzo delle famiglie palestinesi sono a rischio insicurezza alimentare. Il WFP sostiene queste comunità con voucher elettronici per acquistare cibo nei negozi locali, con i pasti a scuola e la distribuzione di cibo ai beduini e alle comunità di pastori.

La giornata è iniziata presto. Siamo partiti da Gerusalemme prendendo l’autostrada per il Mar Morto.  Gli alberi che fiancheggiavano la strada hanno presto ceduto il posto a un vasto panorama roccioso e desertico, mentre la moderna autostrada si snodava tra le colline. Siamo usciti dall’autostrada e abbiamo percorso una strada sterrata, mettendo a dura prova i nostri fuoristrada, attraversando il letto di un fiume ormai asciutto e inerpicandoci su una collina. Era l’unico modo per raggiungere i beduini.

Quel viaggio, scomodo e accidentato, mi ha fatto riflettere sulle difficili condizioni di vita di queste famiglie. Il villaggio è stretto tra l’autostrada e un insediamento ebraico, e rimane poca terra per le tradizionali attività di allevamento di animali, la produzione di latte e di tosatura.
Ho incontrato un gruppo di donne beduine. Mi hanno detto di aver perso la speranza, di essere spaventate e angosciate all’idea di dipendere dagli aiuti. Vorrebbero la libertà di continuare a vivere secondo le loro tradizioni. Invece, sono preoccupate per i loro figli, per la scuola in via di demolizione e per la diminuzione del numero di capre e pecore che hanno a loro disposizione.

Il WFP fornisce cibo alle comunità per aiutarle a rispondere ai bisogni alimentari.  Le donne che ho incontrato ricevono farina, olio e zucchero del WFP. Le donne ci hanno anche onestamente espresso il desiderio che, nelle razioni alimentari che forniamo loro, ci siano anche riso e fagioli. Però, prima ancora delle razioni, vorrebbero poter avere maggiori opportunità di badare a se stesse e alle proprie famiglie.

Ho poi visitato un negozio che, in cambio di voucher elettronici del WFP, fornisce cibo prodotto localmente. Lì, ho incontrato Basma, una ragazza madre che mi ha raccontato di come i voucher le permettano di comprare cibo senza perdere la dignità.  Con la sua “Carta Sahtein”, Basma acquista il lebneh, un tradizionale formaggio spalmabile a base di yoghurt, insieme a latte, uova e olio di oliva. L’80 per cento degli alimenti nella razione alimentare del WFP è prodotto in Palestina, aiutando a rilanciare l’economia locale. Negli ultimi tre anni, l’economia locale ha beneficiato di una grande quantità di denaro con il programma  WFP di voucher alimentari.

Ci siamo poi fermati nell’unica azienda palestinese sul Mar Morto. L’azienda produce sale ed è gestita a livello familiare. Il 30 per cento del sale usato dal WFP nelle sue razioni alimentari proviene da questa azienda. E il vantaggio è doppio: si sostiene un’attività locale e si genera lavoro per I palestinesi. Il sostegno del WFP ha aiutato l’azienda ad ottenere dei finanziamenti che le hanno permesso di espandersi e aumentare la produzione per il mercato internazionale. E’ una storia che mostra il ruolo del WFP nel sostenere sia una crescita economica sostenibile che la sicurezza alimentare, dimostrando come un buon progetto e partnership affidabili possano servire a rendere le persone autosufficienti.

A causa degli alti prezzi alimentari e dei bassi salari, 1,6 milioni di palestinesi vivono in una condizione di insicurezza alimentare. Ma la soluzione non sta solo in maggiori razioni alimentari. Serve una pace duratura. Dopo tutto, la sicurezza alimentare significa sicurezza e la sicurezza alimentare è  vitale per assicurare la pace nella regione.

Di Ertharin Cousin, Direttore Esecutivo del WFP

Guarda il video della fabbrica di sale palestinese.