Myanmar: il WFP aumenta gli aiuti a Rakhine per assistere i nuovi sfollati

Pubblicato il 14 novembre 2012

Copyright: WFP/ Marcus Prior

Mubarakatu, 20 anni, è troppo malata per nutrire sua figlia di soli 3 mesi, con problemI di salute. Entrambe sono vittime della rivolta civile nella provincia di Rakhine. Il WFP sta aumentando le operazioni di soccorso per raggiungere tutte quelle persone colpite dal conflitto, con viveri e assistenza.

 

Scontri etnici nella regione di Rakhine costringono alla fuga intere famiglie. Gli sfollati aumentano, così come il bisogno di assistenza. Nel campo di rifugiati il WFP raccoglie i racconti dei colpiti dalla violenza mentre fornisce razioni alimentari.

SITTWE – “Non so neppure se la mia casa ancora esiste”, dice. “Ero abituata ad avere elettricità, acqua… tutto – anche una televisione con satellite, ma non posso tornarci, per ora”.

 
Daw Thin era a capo di una piccola impresa produttrice di mattoni a Sittwe, ma quando gli scontri etnici hanno coinvolto la regione di Rakhine, a giugno, lei,  insieme ad altre centinaia di persone – musulmane e non –sono state obbligate ad abbandonare le loro case e a dipendere dagli aiuti esterni. Ora vive a Thet Kae Pyin, una comunità musulmana a circa 20 minuti di macchina, a nord-ovest di Sittwe.
 
Suo figlio, di 23 anni, è rimasto ucciso nella sommossa, e a lei hanno appena diagnosticato l’ipertensione. 
 
Da giugno, il WFP ha distribuito con regolarità cibo a 65.000 sfollati, un’operazione che è stata poi ampliata in seguito all’ondata di violenze delle scorse due settimane, che ha provocato la fuga di altre 35.000 persone. 
 
Dalla base operativa del WFP a Sittwe, il cibo viene caricato giornalmente sulle imbarcazioni che solcano i corsi d’acqua della regione di Rakhine, e consegnato alle persone colpite dal conflitto e costrette a fuggire. 
 
Tutte le razioni di cibo inviate da Sittwe includono anche cibo fortificato, adatto a prevenire la malnutrizione tra le persone più vulnerabili, in particolare donne e bambini. Ogni anno, con l’arrivo della stagione del “non raccolto”, ora al termine, sono molti i bambini colpiti e che hanno bisogno di questa particolare forma di assistenza alimentare.  
 
La violenza ha coinvolto, con diversa intensità, tutte le comunità. In un altro campo di rifugiati, all’interno della città di Sittwe, abbiamo incontrato Ma Phyu, 63 anni, appartenente alla comunità di Rakhine. Anche lei ha perso la casa a  giugno e si è rifugiata in città con la famiglia.  “Non riesco ad immaginare il ritorno a casa -  è andato tutto bruciato, non mi rimane più niente”, ha detto.