Mauritania: campo di M’bera, Zeinabou sogna di ricostruire la propria casa, in Mali

Pubblicato il 13 giugno 2013

 Zeinabou nel campo rifugiati di M'bera. Sophie Ndong/ Copyright 2013

Zeinabou è madre di otto figli e a gennaio è fuggita con tutta la sua famiglia dal Mali, dove è nata, a causa del conflitto. Girava voce che un aereo sarebbe arrivato a bombardare la città. Lei non aspettò di vedere se queste voci fossero vere: la famiglia noleggiò una macchina e fuggì verso il sud-est della Mauritania. Ma la vita nel campo rifugiati di Mbera è dura, lei è incinta e vorrebbe ritornare a casa, così suo figlio potrà nascere lì.

A Lèrè, suo paese d’origine, in Mali, Zeinabou gestiva un piccolo negozio e un salone di parrrucchiere. Ma quando sono fuggiti, lei e i suoi figli avevano soltanto pochi averi.“Siamo arrivati alla città di confine di Fassala dove siamo rimasti per sei giorni senza nessuna assistenza finché, grazie ad un convoglio organizzato dall’UNHCR, siamo andati nel campo di M’bera”.

"Sono stata fortunata perchè già conoscevo delle persone, qui a Mbera, che mi hanno dato una mano quando sono arrivata. Il loro sostegno è stato prezioso nelle prime settimane di vita in condizioni precarie, prima di ricevere la mia tenda” racconta Zeinabou. Il WFP fornisce assistenza alimentare a 72.000 maliani nel campo di M’bera. Oltre alle razioni mensili, vengono distribuiti alimenti ad alto tasso nutrizionale a chi ne ha più bisogno, come ad esempio donne incinte, madri che allattano e bambini piccoli.

“Le condizioni di vita nel campo sono difficili. Mancano carne e latte, i punti d’accesso all’acqua sono lontani ed è costoso portare l’acqua alla tenda. Spesso dobbiamo pagare un carretto perchè ogni serbatoio d’acqua è di 20 litri ed è troppo pesante da trasportare sulla testa, ma il carretto chiede 10 ouguiyas per ogni serbatoio trasportato”.

A maggio una valutazione congiunta dell’UNHCR e del WFP ha rilevato come molte delle persone residenti nel campo siano spaventate all’idea di tornare a casa. È stata così individuata l’urgente necessità di andare oltre l’immediata assistenza alimentare, nel tentativo di aiutare i rifugiati a diventare autosufficienti. Nel suo piccolo, Zeinabou sta cercando di fare proprio questo. Allo scopo di arricchire le razioni di cibo fornite dal WFP con altri prodotti, produce ciambelle e salse per condimenti che vende accanto alla sua tenda.

Il campo di M’bera si trova nella regione di Hodh el Chargi, una delle più povere della Mauritania, dove il 14% dei residenti è a rischio insicurezza alimentare. Oltre a fornire sostegno ai rifugiati, il WFP fornisce assistenza alle comunità ospitanti nei villaggi limitrofi a M’bera. Ci sono pochi posti di lavoro od opportunità commerciali disponibili, così gli sfollati faticano a raggiungere l’autosufficienza.

“Sono pronta a tornare a casa. Sono stanca della situazione nel campo. A Lèrè ho una casa e un campo e chissà in che condizioni sono. Se non torno, il mio campo sarà abbandonato. Voglio tornare per partorire lì, sistemarmi e rifarmi una vita”, conclude Zeinabou.