La crisi in Sahel, un anno dopo

Pubblicato il 19 febbraio 2013

Al culmine della siccità dello scorso anno nella regione africana del Sahel, il WFP e i suoi partners hanno portato assistenza alimentare a più di cinque milioni di persone al mese negli 8 paesi interessati  e ha fornito loro i vouchers per l’acquisto di cibo.  Copyright: WFP/Rein Skullerud

La risposta internazionale alla siccità dell’ultimo anno nella regione del Sahel in Africa occidentale, ha evitato una catastrofe umanitaria. Mentre le previsioni per l’area rimangono gravi, i programmi che sostengono le comunità ad affrontare meglio le siccità future stanno iniziando a dare risultati, un passo fondamentale lungo il cammino verso la sicurezza alimentare a lungo termine.

ROMA – Un anno fa, i livelli di malnutrizione e della fame stavano crescendo rapidamente nella regione del Sahel dell’Africa occidentale, a causa di una siccità devastante. Video: Crisi nel Sahel, un anno dopo 

Si trattava della terza siccità in meno di un decennio. Le famiglie e le comunità erano già indebolite, disponevano di poche risorse da cui attingere per affrontare una nuova crisi alimentare. 

Era chiaro agli occhi di tutti che sulla regione si stava abbattendo una catastrofe, per cui era necessario uno sforzo congiunto per proteggere le vite delle persone più a rischio, nella vasta regione che va dalla Mauritania sull’Atlantico, fino alla costa orientale del Ciad.

Riunione sull’emergenza nel Sahel

Venne subito convocata una riunione a Roma sull’ emergenza, cui parteciparono i capi delle agenzie delle Nazioni Unite, dei governi dei paesi colpiti e i grandi donatori.

Venne quindi stabilito un piano di azione incentrato principalmente su due assi : 1) assicurare che le persone più vulnerabili ricevessero cibo e una corretta nutruizione per affrontare la crisi: 2) aiutare le comunità coplite dalla siccità a diventare più resistenti di fronte a eventi drammatici futuri.

 La risposta su due fronti 

1. Assistenza alimentare

In risposta ai bisogni alimentari in Niger: consegnato cibo a tutti i bambini e alle madri in fase di allattamento nelle zone colpite dalla crisi.

Speciali prodotti, altamente nutritivi, come le zuppe “plumpy sup”, sono stati usati per proteggere i bambini dalla malnutrizione. 

2. Costruire la resilienza

In Burkina Faso, gli abitanti dei villaggi hanno ricevuto cibo dal WFP perché potessero lavorare per prevenire l’erosione del suolo e la desertificazione. 

In Ciad, il programma “contante in cambio di lavoro” ha sostenuto le famiglie che lavorano per rendere i villaggi più sicuri dal punto di vista alimentare.

 

 

Subito dopo la riunione, venne lanciata una risposta su larga scala, stanziando fondi per un totale di 1,2 miliardi di dollari per portare assistenza a circa 10 milioni di persone nel Sahel durante tutto il 2012. Veniva così evitata una catastrofe umanitaria e, un anno dopo, il quadro generale è senz’altro migliorato. La stagione del raccolto è appena iniziata e le prospettive sono particolarmente favorevoli. 

Ma la situazione nel Sahel rimane difficile. Nel 2013, il WFP, con le operazioni d’emergenza, prevede di assistere 5,5 milioni di persone che ancora risentono degli effetti della siccità. Tutte le azioni poste in essere, comprese le attività il cui l’obiettivo  è quello di procurare cibo sicuro alle famiglie povere, permetteranno al WFP di portare assistenza alimentare a un totale di 9 milioni di persone nel Sahel. 

Costruendo resilienza

Il lavoro svolto è un contributo anche alla costruzione della resilienza nelle aree in cui la siccità è ricorrente. Ma c’è bisogno di fare molto di più a causa del rischio sempre alto di futuri shock. Ciò si deve ad un mix di vari fattori quali: povertà, denutrizione, condizioni climatiche estreme, degrado ambientale, bassi investimenti in agricoltura, vulnerabilità e volatilità dei mercati.

Il 20 febbraio, gli stessi leaders che si sono incontrati a Roma un anno fa, torneranno al WFP per valutare la situazione un anno dopo. Rifletteranno su ciò che è stato fatto e discuteranno su come rafforzare la resilienza per rompere il ciclo delle crisi.

 Contemporaneamente all'evento di alto livello presso il WFP, il giorno 20 febbraio 2013, viene inaugurata a Roma, presso lo Spazio Europa dell'Unione Europea, una mostra fotografica, dal titolo "Sahel, un anno dopo" dedicata al Sahel e ai risultati di un anno di lavoro di WFP ed ECHO nella regione. La mostra potrà essere visitata fino al 6 marzo 2013