Internet: un’arma essenziale per debellare Ebola

Pubblicato il 22 gennaio 2015

Sei mai stato in un centro di trattamento Ebola (ETU)? Se la risposta è no, sei nella stessa condizione del 99,99% del resto del mondo. Ma puoi scommettere che il cluster di Telecomunicazione d’emergenza fa parte dello 0,001% che ci è stato.

Il lavoro del cluster di telecomunicazione è quello di fornire connessione internet e radio agli operatori umanitari nelle emergenze. Questo ci ha portato al centro ETU a N’zerekore in Guinea, che prima non aveva alcuna connessione internet.

Il WFP ha costruito questo ETU e il cluster di telecomunicazione ha fornito accesso internet. Il centro è ora gestito da una ONG chiamata ALIMA.

Ecco un tour di 60 secondi nel centro ETU 

Messaggi di sostegno per dimenticare le scene di sofferenza giornaliera

Lavorare ogni giorno in un centro ETU è psicologiamente stressante anche per gli operatori sanitari più esperti. Come fronteggiare la vista di cosi tanti corpi senza vita, ogni giorno? Siamo umani e spesso abbiamo bisogno di distrarci.

 

Mi sono seduto con un gruppo di operatori sanitari per la pausa pranzo e ho scoperto subito la risposta. Discutevano della decisione dell’arbitro durante l’ultima partita di calcio o ascoltavano la canzone preferita cantata da Nicki Minaj. La vita deve continuare. Per sostenerli emotivamente, abbiamo invitato la nostra comunità su Facebook e Twitter a mandare  loro messaggi di supporto e motivazione. Poi, li abbiamo fatti circolare nel centro ETU. 

Un ospedale senza connessione 

Christine, una dottoressa americana, ha spiegato la situazione: “gestivamo un ospedale con un mucchio di dipendenti, pazienti, un laboratorio, e tutto questo senza internet. Immagina di mandare avanti un ospedale senza internet. Sarebbe il caos”.

Guillame, il capo della comunicazione e dello sviluppo, prima doveva guidare per 3 chilometri ogni giorno dal centro ETU fino alla città, cosi da poter mandare gli aggiornamenti sui pazienti ai suoi colleghi a Conakry. 

Il Cluster di telecomunicazione ha aiutato a risolvere questa situazione in tutta la regione, così che i centri ETU ora possano offrire degli ottimi standards di assistenza per salvare le vite dei malati di Ebola. 

La sala di accettazione del centro ETU era prima piena di pile di carte e post-it che riempivano i muri. Tutto questo poteva, invece,, essere facilmente organizzabile semplicemente attraverso Internet con strumenti come Dropbox, Google docs e email, accessibili grazie alla connessione fornita dal cluster di telecomunicazione. 

Gli operatori sanitari nella “zona rossa”, dove i pazienti di Ebola sono isolati dal resto del campo, prima dovevano urlare ai loro colleghi nella “zona verde” per chieder loro attrezzi e fornire gli aggiornamenti sullo stato dei pazienti. 

In situazioni dove un errore di comunicazione può decidere tra la vita e la morte, fornire questi servizi vitali può ridurre gli errori fatali. 

Il cluster di telecomunicazione, insieme ai partner NetHOPE, Ericsson Response e Emergency.lu, ha fornito staff ed equipaggiamento e installato la rete internet che aiuta gli operatori sanitari a fare il loro lavoro e a salvare delle vite. 

Una miglior connessione=riduzione della diffusione di Ebola 

Dopo qualche giorno, sono tornato a trovare Christine. Le ho chiesto: “Alla fine, questa connessione internet vi sta davvero aiutando nel vostro lavoro?” Lei ha risposto: “Ovvio, ovvio che si. Ci sta aiutando a diminuire la diffusione del virus”

C’era un’aria di festa quel giorno, e ho chiesto a Christine a che cosa era dovuto: uno dei pazienti era completamente guarito. “Non c’è sensazione migliore a questo mondo” mi ha detto.

Ed è per questo che siamo qui. La nostra missione è quella di fermare Ebola e il cluster di telecomunicazione farà ciò che è necessario per fornire agli operatori umanitari e sanitari, e a tutti coloro che lavorano per sconfiggere Ebola, un servizio di comunicazione per affrontare il loro lavoro al meglio. 

Il cluster di telecomunicazione non fornisce solo un servizio, ma risolve anche problemi sempre diversi. Per fare ciò non serve solo creatività,  disponibilità e un lavoro di squadra con i nostri collabotori, ma anche tanto, tanto cuore.