Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2015

Pubblicato il 07 luglio 2015

©UNICEF/Syed Altaf Ahmad

All’inizio del nuovo millennio, i leader del mondo si sono riuniti alle Nazioni Unite (ONU) per mettere a punto un programma di ampio respiro per combattere la povertà nelle sue molteplici dimensioni. Quel progetto, declinato in otto obiettivi conosciuti come Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), ha rappresentato l’impegno a sostenere e promuovere i principi della dignità umana, dell’eguaglianza e dell’equità, e a liberare il mondo dalla povertà estrema.

Eradicare la fame e la povertà estrema

Nell’anno in cui gli MDG si avviano a concludere il loro percorso, il mondo guarda ai risultati raggiunti.  Il primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG1) (link PDF) si proponeva di eradicare la fame e la povertà estrema. Uno dei target di questo obiettivo mirava a dimezzare, tra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone che soffre la fame.

Oggi guardiamo a quanto è stato ottenuto nel raggiungimento dell’obiettivo.

Quali i progressi finora compiuti?

I risultati del rapporto 2015 sugli MDG rilevano che gli MDG hanno dato vita al movimento contro la povertà più efficace della storia, con il risultato di sottrarre oltre 200 milioni di persone alla fame dal 1990. Il rapporto MDG dimostra che stabilire degli obiettivi può riscattare da fame e povertà milioni di persone. A conferma di ciò, ecco i risultati e i progressi significativi ottenuti dal MDG1 :
•    Il numero di persone che vive in povertà estrema si è ridotto di oltre la metà, da 1,9 miliardi nel 1990 a 836 milioni nel 2015;
•    La proporzione di persone che soffre di denutrizione nei paesi in via di sviluppo si è quasi dimezzata, dal 23,3 per cento nel 1990-92 al 12,9 per cento nel 2014-16;
•    Il numero di persone denutrite nei paesi in via di sviluppo si è ridotto di 216 milioni dal 1990;
•    Un bambino al di sotto dei cinque anni su quattro soffre di deficit complessivo nella crescita. Tuttavia il deficit di sviluppo – definito da un’altezza inadeguata rispetto all’età – è in declino;
•    I bambini appartenenti al 20 per cento più povero dei nuclei familiari hanno quasi il doppio della probabilità di soffrire di deficit di sviluppo rispetto ai bambini appartenenti al 20 per cento più ricco;
•    La proporzione di bambini sotto peso al di sotto dei cinque anni si è ridotta di quasi la metà tra il 1990 e il 2015. Ciononostante, uno su sette nel mondo rimane sottopeso.

 

Qual è il ruolo del WFP ?

Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha sostenuto i progressi verso il raggiungimento del target sotto il primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG1), attraverso diversi programmi, specificamente mirati agli obiettivi contemplati – i primi 1.000 giorni di vita, la nutrizione materna e infantile, l’alimentazione scolastica e le iniziative dedicate alle donne.

Mentre il rapporto sottolinea i risultati significativi per il MDG1, ancora molto resta da fare per eradicare la fame. Una persona su nove ancora non ha cibo a sufficienza nel mondo, dove i conflitti rimangono la causa principale della fame e della povertà. La risoluzione dei conflitti rappresenterebbe la maniera più efficiente di aiutare milioni di civili che hanno abbandonato le loro case e perduto i loro mezzi di sussistenza. E’ necessario fare di più per garantire che i più poveri e vulnerabili non vengano lasciati indietro.

 

Verso la nuova agenda dello sviluppo

Nel 2015, dopo uno sforzo lungo 15 anni per raggiungere gli obiettivi programmatici stabiliti nella Dichiarazione del Millennio, l’ONU sta lavorando assieme a governi, società civile e altri partner per dar seguito agli MDG con una nuova ambiziosa agenda dello sviluppo sostenibile a lungo termine. Il mondo dispone degli strumenti e delle conoscenze per eliminare la fame, e il WFP sollecita la comunità globale perché continui a lavorare per un mondo a Fame Zero – un mondo dove ognuno abbia le opportunità di realizzare a pieno il suo potenziale e godere del futuro.