Distribuzione di cibo del WFP in una zona del Kenia colpita dalla siccità . Copyright: WFP/Guillaume Bonn
Roma - I kenioti sono stati colpiti dalla peggiore siccità dell’ultimo decennio e in molte zone del paese i raccolti sono andati persi per il quarto anno consecutivo. Il numero degli etiopi che hanno bisogno di assistenza alimentare è cresciuto, nel solo 2009, di oltre un milione. I somali stanno vivendo la loro peggiore crisi umanitaria degli ultimi 18 anni, con un bambino su cinque che soffre di malnutrizione acuta e nessun segno di risoluzione del conflitto.
Nonostante in alcune zone del Corno d'Africa siano arrivate le piogge stagionali, queste non necessariamente significano un sollievo immediato. Infatti occorre del tempo prima che i pascoli tornino a rigenerarsi completamente e molti pastori hanno già perso il loro bestiame. Inoltre ci vorranno mesi prima del prossimo raccolto.
Alto prezzo del cibo
In queste regioni il prezzo del cibo rimane alto, costringendo le famiglie a utilizzare tutto il proprio reddito per i pasti.
Ad aggravare la situazione c’è poi la crisi economica mondiale che causa una diminuzione delle rimesse da parte degli emigrati. I contributi in contante per l’assistenza alimentare stanno diminuendo. Il WFP dipende completamente dalle donazioni volontarie dei governi e dei privati, tuttavia quest’anno l'agenzia deve fare fronte a un deficit di finanziamenti per il suo budget.
L'agenzia ha bisogno di oltre un miliardo di dollari per coprire finanziariamente i prossimi sei mesi di operazioni, tra le maggiori, in risposta alla siccità e agli alti prezzi del cibo in Kenia, Etiopia, Somalia, Uganda e Djibuti.
Mentre c'era stata la speranza di ampliare le operazioni, l'agenzia è stata costretta a ridurre le razioni in alcuni dei progetti già esistenti. Non sarà facile dover decidere se effettuare tagli ancora più pesanti in altri progetti.
Per approfondire leggi la storia sulla recente crisi alimentare in Kenia.