Afghanistan: un raggio di sole per Dar-E-Nur

Pubblicato il 25 aprile 2013

 Il WFP utilizza progetti per avviare attività produttive allo scopo di fornire assistenza alimentare alle comunità vulnerabili e, allo stesso tempo, per aiutare a rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine. 

Copyright: WFP/Silke Buhr

In un villaggio del nord-est dell’Afghanistan, la costruzione di un impianto idro-elettrico ha aiutato un’intera comunità a superare il duro inverno – e ora, per la prima volta, gli abitanti dispongono di energia elettrica.

Jalalabad – Due uccellini appollaiati su un cavo della luce sono un’immagine comune in molti paesi del mondo. Ma qui, nel villaggio di Dar-e-Nur, nel nord-est dell’Afghanistan, rappresentano una grande conquista: il cavo piccolo e storto dell’elettricità sta a significare che, ora, circa 300 famiglie hanno energia elettrica nelle loro case per la prima volta nella vita. 

Il WFP, insieme ad una ONG locale, ha aiutato il villaggio a costruire un micro impianto idro-elettrico, sfruttando l’acqua di un ruscello che scorre nella zona per produrre energia elettrica. Il progetto ha avuto un doppio impatto sulla sicurezza alimentare della comunità locale: nell’immediato, il sollievo dovuto alle razioni di cibo che vengono distribuite a chi lavora alla costruzione dell’impianto e, a lungo termine, i miglioramenti della qualità della vita e della sicurezza alimentare degli abitanti della zona. Grazie all’elettricità, appunto. 
 

 Malek Mumtaz è fiducioso del progresso che la diga porterà al suo villaggio. Copyright: Silke Buhr

“Gli abitanti del villaggio sono, in maggior parte, contadini, o lavoratori occasionali che cercano impieghi giornalieri, ad esempio nei cantieri edili,” spiega Malek Mumtaz, capo dell’unità di sviluppo del distretto e un’autorità locale che aiuta nel coordinamento e nelle attività lavorative del villaggio. ”Durante l’inverno un lavoro come quello nelle costruzioni si ferma – ma questo progetto ha fatto lavorare 85 persone per quattro mesi.”
“Ero completamente disoccupato durante i mesi invernali,” conferma Sher Alam, padre di dieci bambini che ha lavorato nel progetto di costruzione dell’impianto. “Il cibo che abbiamo ricevuto è stato davvero fondamentale per me e la mia famiglia.”
“Gli abitanti del villaggio hanno intenzione di mettere in moto diversi macchinari grazie all’elettricità di cui dispongono ora, inclusi quelli per lavorare il cotone prodotto localmente, il grano e il riso. Con il ricavato prevedono di coprire i costi per la fornitura dell’energia elettrica per uso domestico degli abitanti locail. Un ragazzo del posto ha seguito un corso di formazione per diventare elettricista, a Jalalabad, così da seguire gli aspetti tecnici dell’impianto. Ma non è stato l’unico ad apprendere un nuovo mestiere. Abdul Baqi, 65 anni, racconta, “Cerco di guadagnare qualcosa affilando coltelli per gli abitanti del villaggio, ma non c’è molto lavoro. Con questo progetto, ho imparato ad impastare il cemento. Spero così di poter trovare un altro impiego in futuro.” 
Malek Mumtaz è molto contento anche per un altro aspetto positivo, introdotto dall’arrivo dell’elettricità nel suo villaggio. “I bambini, prima, studiavano la sera alla luce di una lampada ad olio. Ora potranno lavorare meglio con la luce elettrica. Il buio si è dissolto!”
 


300 famiglie a Dar-e-Nur ora hanno l’elettricità in casa.  Copyright: Silke Buhr