Il WFP lancia allarme su sicurezza alimentare in Siria

Pubblicato il 04 dicembre 2012

 Copyright: WFP/Marco Frattini 

Cresce la domanda di generi alimentari in Siria e nei paesi confinanti, a causa dell’escalation del conflitto. Il WFP continua, tra molte difficoltà, la distribuzione dei viveri ma si vede costretto a ridurre la sua presenza nelle zone più pericolose.

 DAMASCO – Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) lancia l’allarme sulla recente escalation della violenza in Siria che rende sempre più difficile raggiungere le aree maggiormente colpite e garantire la sicurezza alimentare, a rischio a causa della scarsità di pane e dell’aumento dei prezzi dei viveri in molte parti del paese. Gli altissimi prezzi degli alimenti stanno colpendo anche i paesi confinanti che ospitano i rifugiati siriani.

 
La strada di accesso da e per Damasco è diventata ancor più pericolosa da percorrere, rendendo difficile il trasporto del cibo dai depositi del WFP ad alcune parti del paese – in particolare al nord. Nelle ultime settimane, l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite ha registrato un aumento degli attacchi indiscriminati ai suoi mezzi di trasporto in varie zone del paese. 
 
In linea con la decisione delle Nazioni Unite di ridurre la presenza dello staff  internazionale in Siria e come conseguenza dell’ulteriore escalation della violenza nel paese, il WFP ricollocherà sette dei suoi operatori umanitari non essenziali, ad Amman. Circa 20 operatori internazionali del WFP  e 100 nazionali rimangono in Siria per gestire le operazioni di emergenza e sfamare1,5 milioni di siriani più vulnerabili.
 
Le agenzie delle Nazioni Unite, inclusa il WFP, hanno anche temporaneamente sospeso tutte le missioni sul campo al di fuori di Damasco, il che avrà un impatto negativo sulla nostra capacità di monitorare le distribuzioni di cibo effettuate dai nostri partner e limiterà la libertà di movimento dello staff, di continuare la missione di verifica della situazione dei mercati e dei bisogni.
 
La sicurezza alimentare di molti siriani sta rapidamente deteriorandosi, con l’intensificarsi del conflitto e il suo diffondersi in altre zone. La carenza di pane sta diventando sempre più comune con lunghe file davanti alle panetterie, la scarsità di carburante, che si traduce in un danno per i forni, e una domanda crescente a causa di una nuova ondata di sfollati.
 
Ad Aleppo, la maggior parte della popolazione dipende ora dai forni privati dove il prezzo è più alto del 40 o 50 per cento rispetto ad altri governatorati.
 
La maggior parte dei prodotti di prima necessità è ancora disponibile sul mercato, ma a prezzi altissimi. Nelle zone del conflitto, è stata riscontrata una certa scarsità di alcuni generi alimentari mentre i prezzi si sono quasi raddoppiati. In queste aree l’accesso al mercato è spesso molto ridotto. 
 
Lo staff del WFP che monitora regolarmente le distribuzioni di cibo in diverse zone del paese, ha anche riferito che il consumo di alimenti è particolarmente basso tra le famiglie degli sfollati che hanno trovato rifugio nelle scuole e negli edifici pubblici, a causa dell’impossibilità di accedere ai servizi di cucina. Le famiglie sfollate nelle case in affitto, che ricevono l’assistenza alimentare del WFP, registrano un consumo adeguato di cibo ma dispongono di scarse risorse, avendo perso il loro lavoro ed esaurito i loro risparmi. 
 
Il WFP sta dando priorità alle distribuzioni di cibo tra i siriani sfollati che sono scappati dalle zone del conflitto dopo un aggravarsi della situazione negli ultimi mesi – molti di loro sono stati sfollati per ben due volte. Più dell’85 per cento di 1,5 milioni di persone che ricevono assistenza alimentare del WFP sono sfollati – la maggior parte ha trovato rifugio negli edifici pubblici, come scuole ed università. I Governatorati della Damasco Rurale, Aleppo e Al-Raqqa ospitano il maggior numero di nuovi sfollati.
 
Il WFP ha lanciato le operazioni di emergenza ad ottobre 2012 e le ha gradualmente intensificate per nutrire 1,5 milioni di persone nei 14 governatorati con l’aiuto del suo partner principale, la Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARC). Per fornire assistenza a un tal numero di persone, il WFP ha bisogno di 15.000 tonnellate di cibo su base mensile, ad un costo di 22 milioni di dollari USA.
 
Il paniere alimentare  mensile del WFP contiene 50 Kg di viveri misti, inclusi riso, bulgur, olio vegetale, zucchero, legumi secchi e in scatola, pasta e sale. Il WFP è stato recentemente costretto a ridurre le razioni fornite per problemi di finanziamento. 
 
Il WFP sta adottando tutte le misure necessarie per rimanere operativo e fornire tutta l’assistenza alimentare richiesta, aumentando il numero di veicoli corazzati presso gli uffici locali, in maniera tale che il monitoraggio delle operazioni possa continuare a svolgersi normalmente. 
 
I siriani continuano ad attraversare il confine. Sono 465.000 quelli attualmente registrati o in attesa di registrazione presso l’UNHCR in Giordania, Libano, Turchia e Iraq. L’analisi dei bisogni comuni a questi paesi ha mostrato che il cibo rimane la priorità assoluta. Il WFP ha fornito assistenza alimentare a quasi 160.000 rifugiati nel mese di ottobre. 
 
La crisi siriana ha avuto un impatto negativo anche sulla situazione della sicurezza alimentare dei paesi vicini, che dipendono dalle importazioni di viveri dalla Siria e dagli scambi transfrontalieri. I prezzi dei viveri in Giordania, per esempio, sono aumentati di quasi il 50 per cento a causa della riduzione delle importazioni di beni alimentari, mentre è cresciuta la domanda alimentare con l’arrivo di molti sfollati dalla Siria.