Tra ostacoli sempre maggiori, gli aerei del WFP trasportano aiuti nel Nord-Est della Siria

Pubblicato il 04 febbraio 2014

QAMISHLI, Siria - Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha iniziato, questo martedì, il trasposto aereo di cibo sufficente a sfamare circa 30.000 sfollati per un mese. Il ponte aereo – dall’Iraq a Qamishly, nel nord-est della Siria – è stato predisposto in un contesto dove è sempre più difficile raggiungere le persone, soprattutto nelle zone di conflitto e in quelle sotto assedio.

Si tratta del secondo trasporto aereo del WFP da Erbil, in Iraq, per portare aiuto a persone che altrimenti sarebbero tagliate fuori dall’assistenza umanitaria.

Il primo aereo noleggiato dal WFP è atterrato all’aeroporto di Qamishly con 40 tonnellate di cibo che comprendono: riso, pasta, bulgur, farina di frumento, cibo in scatola, legumi, sale, olio vegetale e zucchero. Complessivamente, 10 voli trasporteranno oltre 400 tonnellate di cibo del WFP e altri beni di prima necessità – principalmente vestiti, detersivi e sapone – per conto di UNICEF e dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni.

L’accesso via terra nel Governatorato di Al Hassakeh, nella regione nord-orientale della Siria, continua ad essere pericoloso per le agenzie di aiuto. In queste zone, dallo scorso maggio, non si registrano significative distribuzioni di beni via terra. A dicembre, il WFP ha effettuato un trasporto aereo di cibo da Erbil a Qamishly per più di 62.000 persone rimaste senza assistenza alimentare per oltre cinque mesi.

Nel mese di gennaio, il WFP ha inviato cibo sufficiente a sfamare 3,6 milioni di persone in Siria, poco meno dell’obiettivo prefissato di 4,25 milioni di persone. Questo perché i governatorati di Raqqa, Deir Ezzor, Rural Aleppo e Al-Hassakeh erano inaccessibili. La chiusura della strada tra Daraa e Damasco ha colpito anche le distribuzioni di cibo in alcune zone di Daraa, Quneitra, Damasco e Rural Damasco.

“È tragico dover constatare come siano i siriani più vulnerabili a soffrire la fame e a pagare il prezzo più alto per un conflitto politico senza alcuna soluzione in vista”, ha dichiarato Ertharin Cousin, Direttore Esecutivo del WFP. “Facciamo appello a tutte le parti affinché  garantiscano un accesso continuo e senza ostacoli in tutto il paese. Il WFP deve poter essere in grado di raggiungere tutti coloro che hanno bisogno di assistenza alimentare, in ogni momento”.

Per oltre cinque mesi, le agenzie umanitarie non sono state in grado di raggiungere via terra il Governatorato di Al Hassakeh, mentre la situazione continua a peggiorare nelle ultime settimane, causando lo spostamento di un gran numero di persone. Recentemente, circa 7.500 persone sono fuggite dagli scontri scoppiati nelle zone rurali di Al-Hassakeh diretti verso la città di Qamishly, mentre altri sono fuggiti verso il confine iracheno.

“La strada per la stabilità politica e il rafforzamento della fiducia, in Siria, inizia con un passo importante: garantire che nessuno muoia per mancanza di cibo o medicine, o a causa del freddo, con operatori umanitari nelle vicinanze, ma che non possono intervenire”, ha detto Cousin. “I siriani devono poter soddisfare i propri bisogni primari”.

La Siria è la più grande e complessa operazione di emergenza del WFP a livello globale, con difficoltà che vanno dai ritardi burocratici all’insicurezza sulle strade, dalla chiusura delle principali autostrade alle città sotto assedio. Sono, infatti, oltre 40 in tutta la Siria le località dove i civili sono rimasti intrappolati a causa dei combattimenti.

Con la fame che aumenta in Siria, il WFP ha lanciato un appello per oltre 2 miliardi di dollari per aiutare più di 7 milioni di siriani che hanno urgente bisogno di assistenza alimentare nel 2014. Questi includono 4.250.000 persone all’interno della Siria e oltre 2,9 milioni di rifugiati nei paesi limitrofi.