Monito del WFP: esodi di massa causati dalle violenze in Repubblica Centrafricana potrebbero innescare una crisi regionale

Pubblicato il 25 febbraio 2014

ROMA – Mentre migliaia di persone continuano a fuggire dalle violenze in atto nella Repubblica Centrafricana, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) denuncia le difficoltà dei paesi della regione a far fronte agli urgenti bisogni di assistenza per gli oltre 150 mila nuovi arrivati.

“Stiamo affrontando una crisi regionale, che va ben oltre i confini della Repubblica Centrafricana. Queste persone – la maggior parte dei quali sono donne e bambini – hanno visto le loro case bruciate e sono stati testimoni di indicibili violenze. Non hanno avuto altra scelta se non la fuga”, ha detto Denise Brown, Direttore Regionale del WFP per l’Africa Occidentale.

“C’è un disperato bisogno di cibo, assistenza nutrizionale e altre forme di sostegno sia all’interno della Repubblica Centrafricana che nei paesi vicini. Queste persone hanno bisogno di aiuto adesso, non possono aspettare”, ha detto.

Da quando le violenze si sono intensificate, nel mese di dicembre, più di 70.000 persone sono fuggite dal paese verso il Ciad. Inoltre, ci sono 62.000 rifugiati nella Repubblica Democratica del Congo, altri 28.000 sono arrivati ​​nelle ultime settimane in Camerun e 12.000 hanno trovato rifugio nella Repubblica del Congo.

Dal dicembre 2013, l’esodo dalla Repubblica Centrafricana verso aree fragili e a rischio di insicurezza alimentare si è intensificato, creando nuove tensioni tra la popolazione locale. Molti tra quanti hanno dovuto abbandonare le proprie case sono di nazionalità ciadiana, la maggior parte dei quali non ha mai messo piede nel proprio paese d’origine oppure è stata via per così tanto tempo che ora non può più contare su alcuna rete di sostegno.

Il WFP è preoccupato di non poter soddisfare i bisogni di queste persone estremamente vulnerabili a causa di finanziamenti insufficienti. Molti dei paesi confinanti ospitano già un gran numero di rifugiati provenienti da vari paesi e le risorse cominciano a scarseggiare. Le scorte di cereali del WFP destinate ai rifugiati centrafricani nella Repubblica Democratica del Congo stanno diminuendo drasticamente e servono nuovi contributi.

Finanziare la risposta all’emergenza:

In Ciad, 39.000 persone nel sud del paese hanno già ricevuto assistenza alimentare. Il WFP si prepara ad assistere 150.000 persone nell’arco dei prossimi sei mesi: 50.000 con derrate alimentari e altri 100.000 con trasferimenti di denaro. Il tutto per un costo totale di 16,3 milioni di dollari.

In Camerun, il WFP sta fornendo assistenza alimentare a 27.000 rifugiati arrivati recentemente dalla Repubblica Centrafricana e prevede che il numero possa aumentare fino  a 43.000. La risposta all’emergenza ha un costo di 1.5 milioni di dollari per un periodo iniziale di tre mesi.

Nella Repubblica Democratica del Congo, il WFP sta già assistendo i rifugiati provenienti dalla Repubblica Centrafricana così come un gran numero di sfollati interni. Gravi deficit nei finanziamenti hanno costretto il WFP a dare priorità solo ai casi più vulnerabili. Per quanto riguarda i rifugiati appena arrivati il WFP ​ha bisogno di 6 milioni di dollari per sfamare 47.000 persone per i prossimi sei mesi.

Nella Repubblica del Congo, c’è bisogno di 1,7 milioni di dollari per fornire assistenza a circa 12.000 rifugiati per sei mesi.

Una selezione di foto è disponibile a questo link.

Per le interviste ai Direttori WFP dei paesi coinvolti, si prega di contattare: Frances.Kennedy@wfp.org o Fabienne.Pompey@wfp.org