Il Direttore Esecutivo del WFP David Beasley visita la Base UNHRD di Brindisi: “Un modello per la comunità internazionale”

Pubblicato il 06 luglio 2018

Il Direttore Esecutivo David Beasley in visita alla Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi. Copyright: WFP/Peppino Cirace.

Brindisi - Oggi il Direttore Esecutivo del World Food Programme (WFP), David Beasley, si è recato in visita alla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD), situata nell’ex Base USAF di San Vito dei Normanni (Brindisi). Si tratta della prima visita di Beasley alla Base UNHRD di Brindisi da quando è stato nominato, l’anno scorso, alla guida dell’agenzia ONU con sede a Roma. Al WFP fa capo la complessa rete di sei Basi di Pronto intervento umanitarie nei diversi continenti e di cui Brindisi è “la capostipite”. 

Con i suoi magazzini ove sono stoccati i beni di prima necessità per gli interventi umanitari, il suo laboratorio per la messa a punto di nuove attrezzature utili per chi vive o deve intervenire nelle emergenze e il suo training center, Brindisi rappresenta un modello virtuoso di preparazione e intervento tempestivo basato sulla collaborazione tra diversi partner, forte di una vasta expertise nel campo della logistica e dell’innovazione. 

“Sempre più il legame perverso tra fame e conflitti è alla base delle più gravi e complesse emergenze umanitarie. Per salvare vite umane, abbiamo bisogno di partneriati forti che ci aiutino a rispondere con rapidità ed efficacia. È quello che ha fatto la Base di Brindisi, anticipando un modello operativo che continua ad essere al nostro servizio ma, soprattutto, al servizio degli affamati nel mondo”, ha ricordato David Beasley in apertura della visita. 

Che la Base di Brindisi, e più complessivamente il Network a cui appartiene, rappresentino una grande risorsa per la comunità internazionale nel rispondere alle crisi umanitarie lo dimostrano pochi ma significati dati. Da Brindisi si organizzano ogni anno una media di 90 operazioni, di cui circa 30 effettuate per conto dell’Italia, paese che è il primo e più importante partner della Base brindisina al punto da aver creato una rete di supporto – gli “Amici di UNHRD” – la cui guida è ora passata da Roma a Madrid. 

Tra le più recenti missioni italiane organizzate da Brindisi vi è stata quella per il Niger, con l’invio di medicine e kit sanitari.

Da sinistra: Emilio Ciarlo, AICS; Giorgio Marrapodi, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo; David Beasley, Direttore Esecutivo del World Food Programme; Leonardo Carmenati, Direttore vicario dell'AICS.

E a Brindisi sono giunti oggi, in rappresentanza dell’Italia, il Direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, Amb. Giorgio Marrapodi, il Direttore vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo, Leonardo Carmenati, e il Rappresentante permanente dell’Italia presso le agenzie delle Nazioni Unite a Roma, Amb. Pierfrancesco Sacco. Non è un caso che le basi UNHRD facciano capo al WFP. Come ha ricordato David Beasley, l’agenzia ONU da lui diretta interviene quotidianamente nelle emergenze complesse - dalla Siria, allo Yemen, dal Sud Sudan alla Repubblica democratica del Congo - avendo assistito lo scorso anno 91,4 milioni di persone in 83 paesi. 

L’odierna visita è servita anche a ribadire la forte identità di Brindisi e della Puglia, terra di solidarietà a forte impronta internazionale, come hanno testimoniato, nei loro interventi Riccardo Rossi, neo eletto sindaco di Brindisi, Bernardo Notarangelo, in rappresentanza della Regione Puglia, e il Col. Giambattista Degiuli, Comandante del Distaccamento aeroportuale di Brindisi dell’Aeronautica militare. 

Nel corso della mattinata, oltre alla visita agli spazi espositivi, ai magazzini e al laboratorio UNHRD, è stata organizzata una simulazione con il montaggio, in tempi record, di prefabbricati utilizzati nelle aree di crisi, piccolo esempio di cosa significhi intervenire in emergenza.

Foto della visita: https://we.tl/wpeKUsQxPf