Giornata Internazionale della Donna: FAO, IFAD, WFP e IDLO sul rapporto tra donne, violenza e sicurezza alimentare

Pubblicato il 08 marzo 2013

In Colombia, il WFP è tra le prime agenzie ad occuparsi della violenza di genere, operando in zone dove vivono gli sfollati e in aree colpite da disastri naturali per rafforzare la risposta a questo tipo di violenze a livello locale. 

La dichiarazione congiunta è firmata dai capi* di FAO, IFAD, WFP e IDLO (Organizzazione per il Diritto dello Sviluppo).

La dichiarazione congiunta è firmata dai capi* di FAO, IFAD, WFP e IDLO (Organizzazione per il Diritto dello Sviluppo).
* José Graziano da Silva, Direttore Generale, FAO; Kanayo F. Nwanze, Presidente, IFAD; Ertharin Cousin, Direttore Esecutivo, WFP; Irene Khan, Direttore Generale, IDLO.

ROMA – La comunità internazionale vuole celebrare, quest’anno, la Giornata Internazionale della Donna, ponendo l’accento sui modi per prevenire ed eliminare tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. Nonostante il ruolo fondamentale delle donne, che producono cibo e sfamano le proprie famiglie, ancora troppa poca attenzione viene data al rapporto tra donne, violenza e sicurezza alimentare.

La discriminazione di genere incrementa la malnutrizione delle donne e ostacola la loro forza e il loro potere. Molto spesso, pratiche discriminatorie nelle comunità rurali generano pregiudizi nella distribuzione del cibo nelle famiglie, con le donne e le ragazze che, di solito, hanno accesso ad una quantità minore e meno nutriente di cibo.

In tempi di carestia, le famiglie povere possono dare le proprie figlie ancora adolescenti in sposa, per avere una bocca in meno da sfamare.  Le rifugiate possono essere costrette a barattare il sesso con il cibo. Le donne trascorrono ore a raccogliere la legna per cucinare, pratica che le rende vulnerabili agli stupri e agli attacchi. Le vedove sono discriminate nella proprietà della terra e, fin troppo spesso, le leggi nazionali favoriscono gli uomini a loro discapito. La violenza domestica ha un impatto negativo sulla produzione agricola e sul benessere della famiglia. Per molte donne che, solo con difficoltà riescono a sfamare se stesse e i propri bambini, la sicurezza alimentare significherebbe anche protezione personale e legale.

Se, insieme, rafforziamo la sicurezza alimentare delle donne, riusciremo a nutrire anche le menti e i corpi di intere comunità. Se una ragazza va a scuola in un ambiente sicuro, riuscirà a raggiungere il pieno potenziale, fisico e mentale. Potrà evitare un matrimonio precoce, o un matrimonio combinato o altre forme di violenza. Se una donna può registrare il proprio figlio all’anagrafe, possedere legalmente un terreno e il denaro che guadagna, potrà contribuire al progresso della società e allo sviluppo economico.

Nei paesi in via di sviluppo, le donne rappresentano oltre il 40 per cento della forza lavoro in agricoltura. Un miglioramento dell’uguaglianza di genere nell’accesso agli strumenti agricoli (quali sementi, attrezzature, fertilizzanti), all’istruzione e ai servizi pubblici darebbe un contributo fondamentale al raggiungimento della sicurezza alimentare e ad una migliore nutrizione per tutti.

Dare potere alle donne e alle ragazze, da un punto di vista legale ed economico, crea opportunità di sviluppo, rafforza politicamente la loro voce e riduce la loro vulnerabilità alla violenza. La sicurezza alimentare è un filo che collega i diversi elementi necessari alla costruzione di un futuro di pace e giustizia per le donne.