Due anni di crisi in Siria: servono fondi per sfamare milioni di siriani

Pubblicato il 14 marzo 2013
A due anni dallo scoppio della crisi in Siria, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) deve fare fronte a una scarsità di fondi che ostacola l’espansione dell’operazione d’emergenza per sfamare milioni di persone colpite dal conflitto.

DAMASCO – A due anni dallo scoppio della crisi in Siria, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) deve fare fronte a una scarsità di fondi  che ostacola l’espansione dell’operazione d’emergenza per sfamare milioni di persone colpite dal conflitto.

 

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“Questa è una crisi globale che necessita una risposta globale, se vogliamo rispondere ai crescenti ed urgenti bisogni del popolo siriano”, ha detto il Direttore Esecutivo del WFP, Ertharin Cousin. “Siamo grati per le generose donazioni che abbiamo ricevuto finora da circa 30 governi, inclusi l’Australia, il Canada, l’Unione Europea, il Giappone, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti. Ma i bisogni stanno crescendo”.

 

Cousin ha aggiunto che, a causa della mancanza di fondi, sono a rischio i piani dell’agenzia delle Nazioni Unite per fornire assistenza alimentare a 2,5 milioni di persone in Siria e oltre un milione di rifugiati nei paesi limitrofi. Il WFP ha urgentemente bisogno di 156 milioni di dollari per continuare a fornire cibo alla popolazione siriana da ora fino a giugno.

Il WFP ha avviato l’operazione d’emergenza in Siria ad agosto 2011 e, fino ad oggi, ha distribuito oltre 83.000 tonnellate di cibo a milioni di siriani in più di 400 diverse località in tutto il paese, usando 5.000 camion e 55 navi.

Nei paesi vicini, in Iraq, Giordania, Libano, Turchia ed Egitto, le squadre del WFP stanno utilizzando principalmente i voucher alimentari come forma di assistenza ai rifugiati siriani vulnerabili. I voucher alimentari aiutano a sostenere l’economia locale di quelle comunità sotto pressione per l’afflusso di rifugiati.

Finora, il WFP ha distribuito oltre un milione di buoni alimentari e mezzo milione di pacchi  alimentari nei paesi limitrofi alla Siria. In tre mesi, sono stati distribuiti oltre tre milioni di pasti ai rifugiati siriani nel campo di Zaatari, in Giordania.

Il WFP è interamente finanziato con contributi volontari. Ritardi nell’arrivo di finanziamenti si traducono in un’impossibilità per il WFP di fornire razioni di cibo più consistenti che erano in programma per le famiglie siriane per marzo. All’inizio della crisi, con il pane disponibile a prezzi contenuti grazie ai sussidi e con prodotti locali nei mercati, le razioni erano più ridotte. Ora, invece, si registra una grave mancanza di pane in tutto il paese.

Il pacco alimentare, al momento, include, riso, farina di bulgur, lenticchie, zucchero, olio vegetale e sale. La mancanza di fondi costringerà il WFP a ridurre ulteriormente la quantità di alimenti e il numero di beneficiari nel paese, a cominciare da metà aprile.

Le risorse del WFP sono anche messe a dura prova dall’afflusso di rifugiati siriani, circa 8.000 persone ogni giorno, nei paesi limitrofi. Complessivamente, l’operazione d’emergenza del WFP in Siria richiede 18 milioni di dollari ogni settimana.

“Questo è un momento cruciale, per i siriani. Hanno esaurito i loro risparmi e hanno ora bisogno di ancora più aiuto, con l’inizio del terzo anno dallo scoppio della crisi. Non è dunque questo il momento di ridurre o interrompere le nostre operazioni”, ha spiegato Cousin. “Siamo determinati a continuare la nostra fondamentale assistenza ma abbiamo bisogno di un costante sostegno dei nostri generosi donatori, così come del sostegno di nuovi donatori, fino a quando non si trovi una soluzione politica alla crisi”.