Comunicato stampa: La ricerca Hot Dinner Data del WFP getta nuova luce sulle grandi disparità nel costo di una ciotola di cibo

Pubblicato il 13 gennaio 2017

Una semplice ciotola di cibo, in proporzione al reddito medio giornaliero, costa molto di più in un paese in via di sviluppo che in uno sviluppato. Copyright: WFP/Alejandro Chicheri.

La ricerca Hot Dinner Data si propone di fornire un quadro nuovo al mondo – un quadro che illustri le distorsioni che esistono nel potere di acquisto di ricchi e poveri quando cercano di soddisfare i propri bisogni alimentari di base.

ROMA/DAVOS – Una semplice ciotola di cibo in Malawi costa molto di più di quanto non costi a Davos, se si considera come costo del pasto la relativa percentuale sul reddito medio giornaliero di una persona.

In occasione dell’incontro annuale del World Economic Forum, che riunisce leader della politica e dell’economia, il World Food Programme ha calcolato quanto costoso possa essere il cibo per alcune delle popolazioni più povere al mondo.

Secondo la ricerca “Hot Dinner Data” del WFP, in proporzione al reddito, le persone che vivono nei paesi in via di sviluppo possono arrivare a pagare un piatto base di cibo fino a 100 volte di più delle loro controparti nei paesi ricchi; fino a 300 volte di più, invece, se si considerano i luoghi più svantaggiati e colpiti da conflitti. 

Una ciotola di stufato di fagioli – un pasto caldo e nutriente consumato in tutte le regioni e culture, costerebbe, in Svizzera, l’equivalente dello 0,41 per cento del reddito giornaliero di un elvetico, cioè 0,88 franchi svizzeri, meno di un dollaro.

Una persona in Malawi, invece, avrebbe bisogno di spendere il 41 per cento del proprio reddito giornaliero per mangiare lo stesso pasto. Ciò si tradurrebbe, in moneta svizzera, in 86,53 franchi svizzeri ossia 100 volte di più del costo effettivo pagato in Svizzera.

Nel caso più estremo, per esempio nella città siriana assediata di Deir Ezzor, il costo di una ciotola di stufato di fagioli sarebbe più alto dell’intero reddito giornaliero di un abitante, che equivale alla sconcertante cifra di 271,40 franchi svizzeri. In India o in Nicaragua, lo stufato, sebbene più conveniente, costerebbe in proporzione comunque dalle 10 alle 15 volte di più che in Svizzera.

“L’analisi Hot Dinner Data si propone di fornire un quadro nuovo al mondo – un quadro che illustri le distorsioni che esistono nel potere di acquisto di ricchi e poveri quando cercano di soddisfare i propri bisogni alimentari di base,” ha affermato Arif Husain, Capo Economista del WFP. “Serve a ricordarci che l’accesso a cibo nutriente e a prezzi abbordabili dovrebbe essere un diritto di tutti”.

Gli elevati costi del cibo nei paesi poveri sono generalmente dovuti a perdite enormi causate da sistemi di stoccaggio, trasporto e distribuzione non efficienti, a una eccessiva dipendenza su poche colture di base, a un mancanza di accesso ai mercati per gli agricoltori locali, a una insufficiente preparazione ai cambiamenti climatici e ai conflitti – spesso essi stessi alimentati da contrasti sulla distribuzione delle risorse.

Il WFP crede che, adottando misure concrete per affrontare molte di queste sfide, dalla diversificazione delle colture alla riduzione degli sprechi, all’implementazione di processi di produzione e distribuzione più efficienti, il cibo possa diventare alla portata di tutti. Lavorando con partner locali e mondiali per raggiungere Fame Zero, il WFP continuerà ad evidenziare le disparità tra i prezzi del cibo, ampliando la ricerca Hot Dinner Data in modo da includere molti altri paesi.

                                                                                                

NOTE
• La ciotola di fagioli in umido è considerata sulla base di 600 kcal, circa un terzo del fabbisogno giornaliero di un adulto medio.
• Al tasso di cambio corrente di CHF 0,98 per US$ 1, il CHF è quasi alla pari del dollaro statunitense.
• A seconda del paese o della regione, la metodologia utilizza i dati del PIL o i dati relativi ai guadagni calcolati sulla base di salari e rimesse.