Comunicato Stampa: Giornata mondiale dell'alimentazione: il PAM mette in guardia “dall'effetto Darfur” sulle crisi dimenticate

Pubblicato il 15 ottobre 2004

15/10/04

Roma - Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione sottolineando la piaga di centinaia di milioni di persone affamate nel mondo i cui problemi sono oscurati da quelle emergenze che riescono ad imporsi all’attenzione pubblica come l’attuale crisi nella regione del Darfur, nel Sudan occidentale.

In un articolo apparso in numerosi giornali sparsi per il mondo, il Direttore Esecutivo del PAM, James T. Morris, ha riproposto la sua preoccupazione per le vittime del Darfur che - ha detto - sono passate attraverso sofferenze incredibili e ogni tipo di brutalità che pochi, nel mondo sviluppato, possono a mala pena immaginare.

“Le loro sofferenze hanno scioccato il mondo. Sia che lo chiamiamo genocidio, pulizia etnica, conquista o violenza orchestrata, tutti noi sappiamo cosa è successo nel Darfur e siamo uniti nel voler fermare questi attacchi e proteggere queste persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria”, ha detto Morris.

Ma ha anche sottolineato come per ogni bambino che fa notizia, ce ne sono milioni che nessuno menziona. “Quando è stata l’ultima volta che abbiamo letto di bambini affamati in Azerbaijan, Guinea, Sri Lanka o Tajikistan?”, ha detto Morris, aggiungendo che la Giornata Mondiale dell’Alimentazione è un’occasione rara per gli 800 milioni di persone cronicamente affamate nel mondo di essere notati, sia pure per pochi, brevi momenti.

“Sappiamo che tutti gli affamati del mondo sono nella stessa situazione. Ma, in effetti, le vittime del Darfur ora sono nella condizione di avere maggiori probabilità di ricevere l’aiuto alimentare rispetto agli affamati, ad esempio, del Perù”, ha detto Morris. “In realtà, stiamo uccidendo Pietro per salvare Paolo”.

Gli uffici del PAM, in questa giornata, vogliono riproporre all’attenzione mondiale la “fame come fatto abituale”, persone che restano senza cibo non a causa di un disastro naturale o di un conflitto ma, semplicemente perchè sono troppo povere per badare a sè stesse e alle proprie famiglie. Questa gente – che rappresenta più del 90 per cento degli affamati nel mondo - è colpita ancora più duramente quando emergenze che si impongono all’attenzione mondiale assorbono gran parte dei budget dei paesi donatori.

Ricordando il primo degli obiettivi del Millennio adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – dimezzare il numero degli affamati entro il 2015 – Morris ha notato come, da quando sono stati approvati gli obiettivi del Millennio, il numero di chi ha fame, Cina esclusa, è aumentato mentre il volume degli aiuti è sceso, nel mondo, da 15 milioni di tonnellate nel 1999 a 10 milioni di tonnellate nel 2003.

“Possiamo interrompere questa spirale”, ha detto Morris. “C’è abbastanza cibo per tutti nel mondo. E` una questione di determinazione e volontà, non solo in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ma domani, dopo domani e negli anni che verranno”.

Nota alla stampa: la Giornata Mondiale dell’Alimentazione è il 16 ottobre

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