Comunicato stampa congiunto FAO/IFAD/WFP - I tre capi delle agenzie ONU visitano l’Etiopia colpita dalla siccità: la crisi alimentare peggiorerà se non investiremo di più nell’affrontare le cause profonde della fame.

Pubblicato il 05 settembre 2017

Graziano da Silva, Houngbo e Beasley lanciano un appello congiunto affinchè si investi maggiormente in attività a lungo termine in grado di migliorare la resilienza della popolazione alla siccità e alle conseguenze degli shock climatici.

ADDIS-ABEBA – Al termine del loro viaggio di quattro giorni per visitare l’Etiopia, che ha compreso anche la Regione dei Somali colpita dalla siccità, i capi delle agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite hanno fatto un appello congiunto affinchè si investi maggiormente in attività a lungo termine in grado di migliorare la resilienza della popolazione alla siccità e alle conseguenze degli shock climatici.

José Graziano da Silva, Direttore Generale dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), Gilbert F. Houngbo, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e David Beasley, Direttore Esecutivo del World Food Programme (WFP), hanno lanciato il loro appello dopo aver visitato alcuni progetti che si occupano del problema delle mandrie in diminuzione per limitare ulteriori decessi nel bestiame e dopo aver incontrato le persone colpite dalla siccità che stanno ricevendo le razioni di cibo.

“Questa siccità va avanti da molto tempo e abbiamo perso gran parte del nostro bestiame,” spiega Hajiji Abdi, un anziano della comunità, ai tre capi delle agenzie. “Se non avessimo ricevuto assistenza alimentare, saremmo in grande difficoltà – ma c’è bisogno di altro aiuto per poterci sfamare tutti.”

Le siccità che si sono susseguite una dopo l’altra hanno lasciato almeno 8,5 milioni di persone in Etiopia nel bisogno di aiuti alimentari. E’ il terzo anno consecutivo che non piove nella Regione dei Somali. La morte di molti capi di bestiame ha causato un collasso nei mezzi di sostentamento rurali, contribuendo a peggiorare i livelli di fame ed incrementando in modo allarmante i tassi di malnutrizione. Sebbene la risposta del Governo abbia iniziato a stabilizzare la situazione, sono necessarie ulteriori risorse per evitare che le condizioni peggiorino ulteriormente.

“E’ fondamentale investire nella preparazione e nel fornire agli agricoltori e alle comunità rurali gli strumenti per salvaguardare loro stessi e i loro mezzi di sussistenza. Abbiamo visto, qui, che salvare i mezzi di sussistenza significa salvare vite – questa è la miglior difesa delle persone contro la siccità”, ha affermato Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO, l’organizzazione che sta fornendo sostegno d’emergenza nei mezzi di sostentamento per i proprietari di bestiame e agricoltori colpiti dalla siccità, oltre al supporto nella stabilizzazione della resilienza a lungo termine delle comunità.

“Non necessariamente una siccità si deve trasformare in un’emergenza,” afferma Houngbo, Presidente dell’IFAD, l’agenzia che fornisce prestiti, sovvenzioni e competenze tecniche al governo per i progetti di sviluppo rurale. “Sappiamo quello che serve per evitare che questo accada. Nella Regione dei Somali, dove sono stati effettuati investimenti in sistemi di irrigazione, punti per l’erogazione dell’acqua, istituzioni finanziarie rurali, servizi sanitari e veterinari e in altri progetti di sviluppo a lungo termine, le comunità sono in grado di sostenere meglio loro stesse ed il loro bestiame durante questa devastante siccità. Ecco ciò su cui dobbiamo dobbiamo lavorare.”

“Qui in Etiopia abbiamo potuto vedere chiaramente come le tre agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite possano realizzare molto di più lavorando insieme, piuttosto che ognuna per conto proprio,” ha affermato Beasley, Direttore Esecutivo del WFP, l’agenzia che sta fornendo assistenza salvavita a 3,3 milioni di persone nella Regione dei Somali, epicentro di tre anni di siccità.

“Ovviamente abbiamo già collaborato, ma ora prenderemo questi modelli, li replicheremo ed li estenderemo in altre parti del mondo. Dobbiamo salvare vite investendo, al contempo, per supportare un ambiente sostenibile e resiliente per le comunità di tutto il mondo affichè esse possano resistere e prosperare,” ha aggiunto Beasley.

L’impatto dei progetti di sviluppo a lungo termine effettuati dalle tre agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite, è stato evidente nella Regione dei Tigrè, dove i capi delle tre agenzie hanno potuto vedere come sistemi d’irrigazione, vivai di frutta e centri sanitari stiano aumentando la produttività, incrementando i guadagni e migliorando la nutrizione dando la possibilità alle persone che vivono nelle zone rurali di resistere meglio a schock esterni come la siccità.

Le tre agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite stanno lavorando a stretto contatto con il Governo dell’Etiopia per eliminare la fame nel paese. Durante i meeting con il Vice Primo Ministro, Demeke Mekonnen, e altri rappresentanti governativi di alto livello, hanno discusso della necessità di una maggiore collaborazione e di maggiori investimenti nella resilienza.