Comunicato congiunto WFP/UNICEF: L'Italia dona 1 milione di Euro al WFP e all'UNICEF per quanti sono colpiti dal conflitto nell'Est Ucraina

Pubblicato il 23 febbraio 2017

Conferenza stampa del 23 febbraio 2017 per l'annuncio della donazione di un milione di euro del governo italiano alle attività del WFP e dell'UNICEF in est Ucraina. Presenti l'Ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia, la rappresentante dell'UNICEF in Ucraina Giovanna Barberis e il vicedirettore WFP nel paese Giancarlo Stopponi. 

Il contributo italiano permetterà al WFP di fornire cibo alle persone più vulnerabili che non ricevono assistenza da altre organizzazioni umanitarie. 

KIEV - Il governo italiano ha donato un milione di Euro al World Food Programme (WFP) e all'UNICEF per assistere, quest'anno, le persone colpite dal conflitto nell'Est Ucraina.

"Il governo italiano continua a sostenere gli incessanti ed encomiabili sforzi delle agenzie delle Nazioni Unite in Ucraina per assistere la popolazione colpita dal conflitto", ha detto Davide La Cecilia, Ambasciatore italiano in Ucraina. "Il nostro contributo alle operazioni del WFP e dell'UNICEF aiuterà a mitigare le sofferenze delle persone, in particolare dei più vulnerabili, a fornire assistenza alimentare, ad aumentare la conoscenza e costruire pratiche di comportamento sicure nell'affrontare i rischi posti dalle mine".

Il contributo italiano permetterà al WFP di fornire cibo alle persone più vulnerabili che non ricevono assistenza da altre organizzazioni umanitarie. il WFP userà i fondi anche per implementare attività di recupero su piccola scala al fine di migliorare i locali mezzi di sussistenza. L'UNICEF utilizzerà i fondi per dei pogrammi di educazione al rischio mine per bambini e famiglie che vivono vicino alla linea di contatto, la linea cioè che divide le aree controllate da governo da quelle sotto al controllo delle forze non governative, dove i combattimenti sono più duri.

"Il WFP è grato al governo italiano per l'aiuto che ci dà nel fornire assistenza alimentare di cui c'è molto bisogno alle persone vulnerabili colpite dal conflitto nell'est Ucraina", ha detto Giancarlo Stopponi, Vice Direttore WFP in Ucraina. "Il WFP apprezza vivamente il sostegno dell'Italia in un momento in cui le comunità in tutta l'Ucraina continuano a subire le conseguenze negative del conflitto". 

Dal novembre 2014, il  WFP ha fornito assistenza alimentare d'emergenza agli sfollati, ai rimpatriati e ai residenti in Ucraina orientale, tramite la distribuzione di razioni mensili di cibo e attraverso trasferimenti di denaro contante o voucher. Ad oggi, quasi 850.000 tra le persone più vulnerabili colpite dal conflitto hanno ricevuto cibo dal WFP, nonostante il conflitto sia ancora in corso e le precarie condizioni di sicurezza abbiano limitato la possibilità di movimento del personale umanitario.

Nel 2017, il WFP continuerà a soddisfare le esigenze alimentari delle popolazioni più vulnerabili dell’Ucraina orientale, sostenendone allo stesso tempo il graduale recupero. Il WFP prevede di fornire assistenza alimentare a 220.000 persone in condizioni di insicurezza alimentare nelle zone colpite dal conflitto dell'Ucraina orientale.

"L'UNICEF è grato al governo italiano per il suo contributo nel sostenere il programma educativo dell’UNICEF sul rischio di mine in Ucraina orientale. I fondi contribuiranno a proteggere 500.000 bambini e chi si occupa di loro dai pericoli derivanti dalle mine e da altri ordigni inesplosi ", ha detto Giovanna Barberis, Rappresentante UNICEF in Ucraina.

L'UNICEF fornisce educazione salva-vita sui rischi delle mine a mezzo milione di bambini e a chi si occupa di loro. L'agenzia ONU fornisce, inoltre, sostegno psicosociale ad oltre 200.000 bambini e bambine coinvolti nel conflitto e a chi si occupa di loro, oltre a ripristinare le scuole danneggiate dai combattimenti e fornire l’accesso all'acqua potabile a 2,5 milioni di persone. Nel 2017, l'UNICEF ha lanciato un appello di 31,3 milioni di dollari per soddisfare i bisogni urgenti relativi alla salute e alla nutrizione, all’istruzione, alla disponibilità d’acqua, all’igiene e ai servizi igienico-sanitari dei bambini e delle famiglie più vulnerabili colpite dal conflitto.