Allarme dell'UNHCR e di WFP. Sud Sudan: i combattimenti impediscono la consegna di aiuti

Pubblicato il 05 maggio 2014

E' fondamentale conservare gli accessi via terra alle comunità isolate dal conflitto, se si vuole evitare una catastrofe umanitaria in Sud Sudan (Copyright: WFP/George Fominyen)

L'Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) e il WFP fanno appello a tutte le parti in conflitto, in Sud Sudan, affinché si garantisca la sicurezza negli accessi per la consegna di assistenza umanitaria per raggiungere le persone vulnerabili, inclusi 125mila rifugiati sudanesi nella contea di Maban, nell'Upper Nile State.

Se la sicurezza negli accessi viene garantita, c''è ancora tempo per consegnare rifornimenti alimentari via terra, risparmiando notevolmente nella catena dei trasporti. Senza l'accesso via terra, l'ultima risorsa sono le operazioni via aerea, molto più costose, per consegnare assistenza umanitaria di cui si ha urgente bisogno.

Assicurare i rifornimenti alimentari ai campi rifugiati nella contea di Maban è complicato a causa della continua insicurezza e dei combattimenti lungo le vie di approvvigionamento, che impediscono al WFP di effettuare le regolari consegne ai rifugiati di assistenza alimentare vitale. Per questo, il WFP e i suoi partners sono stati costretti a distribuire razioni alimentari ridotte, a marzo e ad aprile, ai rifugiati che dipendono in larga parte su questa assistenza per la loro sopravvivenza.

I rifugiati fanno così ricorso a meccanismi di sopravvivenza che alla fine li danneggiano, come la vendita di beni non alimentari o del carbone, prodotto con la combustione di  legna che servirebbe invece per costruire servizi igienici. Allo stesso tempo, preoccupano dei rapporti che segnalano come almeno 200 rifugiati siano tornati nello stato del Blue Nile, sconvolto dalla guerra, nella Repubblica del Sudan, in cerca di cibo e di altri beni di base.

"Potremmo trovarci di fronte a una tendenza preoccupante, che non possiamo impedire, se la fornitura di cibo e di altri rifornimenti vitali continuasse ad essere imprevedibile e saltuaria", ha detto Cosmas Chanda, Rappresentante dell'UNHCR in Sud Sudan, che sottolinea l'urgenza di preposizionare rifornimenti alimentari adeguati per i prossimi sei mesi. "Le strade per Maban diventeranno presto impercorribili per tutta la durata della stagione delle piogge, che sono già cominciate".

L’UNHCR è profondamente preoccupato che l’aumento dei tassi di malnutrizione tra i bambini rifugiati in tutti e quattro i campi raggiunga la soglia di emergenza del 15 per cento. Segnali indicano come, nel campo di Doro, i tassi di malnutrizione acuta siano aumentati vertiginosamente nei mesi di febbraio e marzo.

Questa settimana il WFP distribuirà ai rifugiati nei campi le ultime riserve alimentari rimaste nella contea di Maban. Le razioni di cibo saranno appena sufficienti a coprire i bisogni dei rifugiati per una settimana. Tuttavia, il WFP sta utilizzando anche mezzi aerei per portare scorte alimentari supplementari nei campi entro i prossimi cinque giorni. Più di 2.300 tonnellate di cibo sono necessarie ogni mese per assistere i rifugiati sudanesi e le vulnerabili comunità ospitanti della contea di Maban.

“Abbiamo scorte di cibo che potrebbero raggiungere via terra i campi rifugiati in pochi giorni, ma i combattimenti in corso lungo le principali rotte di approvvigionamento ci impediscono di fornire scorte sufficienti ad assistere i rifugiati nella contea di Maban”, ha dichiarato Mike Sackett, Direttore del WFP in Sud Sudan. “Stiamo dando priorità agli aerei ed agli elicotteri disponibili per fornire cibo ai rifugiati e alle popolazioni sud sudanesi colpite dalla crisi. In definitiva, recuperare l’accesso via terra alla contea di Maban e alle altre comunità isolate a causa del conflitto è fondamentale per evitare una catastrofe umanitaria in Sud Sudan”.

Le organizzazioni umanitarie hanno dovuto affrontare sfide difficili per accedere a molte aree del paese via terra e via fiume. L’insicurezza e i combattimenti rappresentano gli ostacoli principali, ma anche nelle zone dove non si sono verificati scontri, gli autotrasportatori ingaggiati dalle agenzie hanno dovuto affrontare a volte atti di banditismo e altri attacchi, checkpoints eccessivi e richieste di tangenti.

Per cercare di ovviare alle numerose difficoltà, tra cui i saccheggi e i continui combattimenti, il WFP sta usando una combinazione di ponti aerei e lanci per raggiungere le zone remote e più isolate.